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di Thomas Usan

La Stampa, 22 agosto 2025

La visita dei Radicali nell’istituto penitenziario di Quarto: “Ci sono stati dei miglioramenti ma non bastano”. “I detenuti hanno rimandato indietro il carrello del pranzo per protestare contro la scarsa qualità del cibo e per i problemi strutturali dell’istituto: muri ed edificio sono da rinnovare”. A raccontarlo è Daniele Robotti del Partito Radicale, che ieri mattina ha visitato il penitenziario di Quarto, frazione di Asti, per l’iniziativa “Ferragosto in carcere”. Il carrello è dedicato a coloro che non hanno la possibilità di farsi portare il cibo dai famigliari dall’esterno e di conseguenza non possono cucinarsi pranzo e cena in autonomia.

Una protesta che, in base al suo racconto, i detenuti porteranno avanti anche nei prossimi giorni. “È una strategia per fare pressione” alla direzione, che, secondo Robotti “sta facendo il possibile per risolvere tutte le problematiche”.

I problemi - Le questioni non si limitano alla qualità dei pasti: “Ogni volta che si va a Quarto si ha l’idea di essere in un posto sperduto - racconta - come se le persone che vivono lì dentro siano state messe ai margini della società”. E infatti i trasporti per raggiungere Quarto sono un tema: “Trattandosi di un carcere ad alta sicurezza quasi tutti i detenuti arrivano da molto lontano da Asti. Quindi i problemi per far arrivare la famiglia, se non hanno l’auto e i mezzi economici, non sono pochi”. Proprio sul discorso delle visite le criticità non finiscono qui: “Non esiste un’area di accoglienza, quindi il familiare che arriva col taxi deve aspettare all’ingresso del carcere sotto la tettoia”.

Ma su questo fronte, sono stati recentemente installati i condizionatori nella sala colloqui. Criticità anche nelle telefonate con l’esterno: “Durante la pandemia erano dodici, ora sono scese a quattro, come previsto prima del 2020. Fortunatamente hanno da poco permesso ai detenuti che hanno parenti in Paesi stranieri di chiamarli anche tramite Whatsapp”.

La questione del caldo - E ad agosto non si può non citare anche la problematica del caldo: “In tutte le celle hanno dei ventilatori, che però non sono abbastanza nelle giornate più calde” precisa. C’è anche chi “soffre” più di altri l’afa: “La situazione peggiora per le celle al terzo piano, che sono a diretto contatto con il tetto”. Invece per quanto riguarda la parte strutturale c’è stato un miglioramento: quasi tutte le finestre sono state cambiate e ammodernate, riuscendo così a respingere più facilmente l’umidità esterna e a favorire il ricircolo dell’aria. Si registrano miglioramenti anche per quanto riguarda l’infiltrazione dell’acqua: sono conclusi i lavori di ristrutturazione delle mura.

Anche se per Robotti si tratta solo di una “soluzione tampone” poiché andrebbe “rifatta tutta la struttura per risolvere tutte le criticità”. Ancora niente da fare per l’acqua calda in cella, disponibile solo nelle docce “dove si presentano ciclicamente problemi legati alla muffa” precisa il politico dei Radicali. Ma non finisce qui: “Ci sono carenze di personale sia per quanto riguarda la polizia penitenziaria, sia per il resto del personale - spiega -. Un detenuto mi ha raccontato che aveva concluso il quarto anno di superiori ma non c’era il docente del quinto e di conseguenza avrebbe dovuto ricominciare dal secondo. Sono problemi che alla lunga incidono molto soprattutto sulla vita futura, una volta scontato il periodo di reclusione”.

Sulla visita interviene anche il garante dei detenuti di Asti Domenico Massano: “I temi centrali per l’istituto di Quarto sono diversi. Uno il lavoro per le persone detenute: bisogna concretizzare la finalità rieducativa della pena. Non va dimenticato il tema del sovraffollamento”. Infatti, in base a quanto ricostruito ieri nella visita, a volte alcune celle singole sarebbero occupate da due persone. “Servono interventi strutturali - continua Massano. Nonostante la buona volontà e l’impegno della direzione dell’istituto, sono necessari fondi ministeriali per portarli avanti”.