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La Stampa, 28 giugno 2021


La costruzione del secondo carcere ad Asti continua a fare discutere. "Eravamo tutti d'accordo che l'allargamento del carcere di Asti non fosse per nulla opportuno e, prima che cambiasse il Governo con tutti i suoi rappresentanti, come forza politica avevamo interessato i referenti nazionali per di rivedere il progetto di ampliamento della Casa di reclusione di Asti. Erano state altresì presentate interrogazioni parlamentari da altre forze politiche.

Ora però il Comune di Asti l'ha combinata grossa. Poteva presentare l'opposizione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro le conclusioni della Conferenza dei Servizi e l'iter autorizzativo urbanistico. Cosa che la Amministrazione comunale ha fatto. Peccato che sia stata presentata in ritardo di 10 giorni. Così è giunta la risposta del Ministero che dichiara l'azione del Comune di Asti inammissibile in quanto proposta tardivamente. Come forze politiche di minoranza presenteremo interpellanza e chiederemo urgenti spiegazioni in Consiglio Comunale". Lo annuncia Massimo Cerruti consigliere del Movimento Cinque Stelle in Comune ad Asti.

Marcello Coppo, assessore all'Urbanistica non ci sta a passare come il responsabile di una "disfatta". Ammette: "È vero gli uffici hanno presentato in ritardo l'opposizione al Ministero ma la partita non è assolutamente chiusa. Anzi quella vera non è questa ma quella che si giocherà davanti al Tar. Anche se l'opposizione fosse stata presentata in tempo ritengo che il Ministero difficilmente avrebbe negato se stesso dandoci ragione". Un altro punto che preoccupa riguarda i numeri. Attualmente il carcere di Asti ospita circa 300 detenuti quasi tutti ad alta sicurezza. Il secondo padiglione dovrebbe servire per evitare il sovraffollamento. Il timore però è che una volta costruito i parametri non vengano rispettati e che detenuti comuni vengano mischiati con quelli ad alta sicurezza. Inoltre come fatto presente sin da subito dall'Amministrazione comunale l'edificio sorgerebbe in zona a rischio esondazione.