di Laura Secci
La Stampa, 25 aprile 2025
Stefania Sterpetti: “Sono vittima della macchina del fango”. “Chiariamoci subito. Io non sono fascista. Perché il fascismo non esiste più”. Stefania Sterpetti, la garante dei detenuti di Asti finita nella bufera per i post un cui inneggia al Duce e augura la morte a Cesare Battisti, risponde con quel piglio che gli analisti chiamerebbero passivo-aggressivo. “Non ho mai fatto male a una mosca io. Non mi merito questa macchina del fango. Mi danno della fascista. Ma come potrei esserlo. Il fascismo è morto”.
Perché allora ha postato una foto che inneggia a Mussolini sul suo profilo Fb? È morto anche lui. ..
“Ma infatti è una cosa vecchia di anni”.
Vecchia, ma non così tanto...
“Ma non è di oggi. Pensi che manco me la ricordavo più. È stata tirata fuori ad arte dall’opposizione per attaccarmi visto che sono di destra”.
Comunque ha rimosso i post. Un modo per dissociarsi da quanto pensava?
“Io non ho rimosso proprio nulla! Stavo guardano la partita quando è scoppiata questa polemica. Sono andata a vedere sulla mia pagina perché non riuscivo a capire a cosa si riferissero gli attacchi. E non ho trovato nulla. Dicevo, ma dov’è? Cerca qui, cerca lì. Non c’era niente”.
Che partita stava guardando?
“Genoa -Lazio. Mi piace il calcio”.
Tiriamo a indovinare... tifa per la Lazio...
“E certo. Sono romana”.
I post chi può averli rimossi secondo lei?
“Non ne ho idea, vorrei saperlo anche io. Qualcuno di sicuro è entrato nel mio profilo. Farò denuncia alla polizia postale per scoprire chi è stato. Sono vittima di una violazione gravissima”.
Lei non li avrebbe mai rimossi?
“Certo che no. Sarebbe stato da cretini”.
In che senso?
“Mi dica lei che senso avrebbe rimuoverli dopo? Semmai uno li toglie prima che scoppi la bufera mica quando ormai è tardi. Sarebbe da stupidi e io non mi reputo una persona stupida”.
Venendo ai contenuti. In uno dei post ha augurato la morte a Cesare Battisti che aveva iniziato lo sciopero della fame...
“Io da medico con 40 anni di onorata carriera non ho mai augurato la morte a nessuno. Non mi ricordo neanche che cosa ho scritto”.
Glielo ricordiamo. Ha scritto: “Visto che non c’è la pena di morte, fosse la volta buona che si toglie di mezzo da solo…
“Ma sarà stata una cosa buttata lì di getto”.
In qualità di medico e nuovo Garante dei detenuti, adesso vuole precisare qualcosa su queste parole “buttate lì di getto”?
“Sì. Che sono state strumentalizzate dalla sinistra. Perché è pure il 25 aprile e devono sempre soffiare sul fuoco attaccando la destra. Lo fanno tutti i giorni con la Meloni su qualunque cosa”.
A proposito di 25 aprile. Lei non è fascista. Può dirsi antifascista?
“No. Perché dovrei? Se il fascismo non esiste non ha senso dirsi antifascisti. Poi basta con queste discussioni della sinistra su chi lo dice e chi no”.
Però festeggia?
“Cosa devo festeggiare?”.
L’anniversario della Liberazione dal nazifascismo...
“Sì quello sì. Sono come tutti gli italiani. Festeggiano tutti”.
Lei in che modo?
“Guardi io ho una famiglia. Dei nipoti e tante cose serie a cui pensare”.
Tra queste di certo c’è il suo nuovo incarico. Cosa intende fare per migliorare le condizioni dei detenuti del carcere di Asti? La struttura è fatiscente, le celle sovraffollate.
“Ho in mente molte cose, ma non le posso riassumere così in una telefonata”.
Ce ne dica una?
“Ne parleremo più avanti. L’argomento è talmente vasto. E adesso devo andare. Ho una visita medica”.
Un’ultima domanda. L’hanno accusata di essere razzista. Lo è?
“Io? Ma se ho un sacco di amici di colore. Di tutte le nazionalità, rumeni…”.
Ha scritto che i migranti sono “ciarpame” e, citando Mussolini, che vengono prima gli italiani…
“Non me lo ricordo. Ma mi sento di dirle che non sono parole mie!”.
Erano riferite alla sanità. Il Duce nell’immagine che lei ha postato rivendicava il merito di “aver dato agli italiani la sanità gratuita”. Un settore che, da medico, lei ben conosce...
“E certo. Chiunque può confermarlo, io sono sempre stata in favore della sanità pubblica. Non di quella privata. La salute è un diritto di tutti che dobbiamo garantire”.
Prima agli italiani? O garantire a tutti?
“Questa è una domanda cattiva. La saluto. E si ricordi: non sono una cattiva persona, mi creda”.











