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di Selma Chiosso

La Stampa, 5 gennaio 2025

Scappata due volte da casa. Ha percorso quaranta chilometri per tornare tra i detenuti dove era stata sfamata e coccolata. Si chiama Gina ed è una cagnolina speciale. Si è “consegnata” al carcere di Asti percorrendo chilometri e chilometri, almeno una quarantina, sfidando il freddo, patendo la fame, sfuggendo i pericoli delle auto. La sua storia inizia qualche mese fa quando il cane, un meticcio biondo grande poco più di un bassotto, scappa dalla sua abitazione.

L’allarme sui social - Vaga per giorni lungo la statale e nelle campagne tra Asti e Alessandria. L’allarme si scatena sui social. In tanti segnalano la sua presenza e il grosso rischio che venga investita. All’inizio di dicembre, una notte, arriva a Quarto si infila tra le sbarre del cancello e nel carcere ad Alta sicurezza trova la “sua” sicurezza. Al mattino la direttrice Giuseppina Piscioneri la riconosce. “È il cane dei social” dice agli agenti della polizia penitenziaria e ai detenuti. Se ne innamorano tutti, volontari e cinofili compresi. Nel carcere di Asti infatti c’è il nucleo specializzato che fornisce cani (adottandoli dai canili e formandoli) antidroga alla polizia penitenziaria e ad altre forze dell’ordine di tutt’Italia.

Gina viene nutrita, la sua ciotola riempita di cibo, il suo cuore di coccole. Dura lex sed lex: è necessario verificare che Gina, come viene battezzata, abbia o no il microchip. E soprattutto la cagnolina ha bisogno di una visita veterinaria.

Riconsegnata alla padrona - Ed ecco la prima svolta. Quando gli amici di Gina rientrano in carcere il cane non è più in auto con loro. Aveva il microchip: quindi è stata contattata la proprietaria e sebbene a malincuore “restituita” dopo un’ultima carezza e fotografia alla sua legittima proprietaria. Per giorni in carcere ci sono “musi lunghi” e tanta tristezza. Gina manca. Manca a tutti. A chi dalla cella guardava e la vedeva scorrazzare, ai poliziotti, alla direttrice. Trascorrono i giorni e il cane ricompare sui social. È di nuovo scappata, ma questa volta ha oltrepassato il confine astigiano e trovato riparo nel cortile di una azienda alessandrina. Alcuni agenti, liberi dal servizio, si presentano nella fabbrica ma… Gina non c’è più.

Il vuoto e il dispiacere - La speranza si affievolisce, il dispiacere è tangibile, Gina diventa un ricordo. Ne parlano i detenuti: “Ma te la ricordi come correva?” e allo spaccio: “Che bello che era quando c’era...” E i detenuti: “Che tristezza la sua ciotola vuota”. Poi il dono di Natale. Gina “supera il confine” e torna in quella che ha scelto come la sua casa: una casa speciale perché di reclusione.

Il dono di Natale - Ha fatto tanta strada per arrivare. È di nuovo magrissima, le zampine ferite dai chilometri percorsi, la pancia vuota. Ha di nuovo oltrepassato le sbarre del cancello e si è accucciata nel cortile. Irrompe la sorpresa, scoppia la gioia, piovono carezze, “hurrà” pappa buona, affetto infinito. Gina è la luce, la speranza, il sentimento. Uno scricciolo di cane che cambia la vita. Giuseppina Piscioneri, la direttrice, commenta: “È stata il nostro dono di Natale. Una pet terapy “destrutturata” che fa bene a tutti, proprio a tutti. Una storia che sembra una fiaba e invece è realtà. La sua proprietaria ha rinunciato a lei. Adesso è tutta nostra”.