di Valentina Moro
La Stampa, 13 marzo 2026
Il guardasigilli risponde all’interrogazione parlamentare presentata da Ilaria Cucchi sulla morte dell’elettricista e dj di Asti, che lo scorso 29 dicembre si è tolto la vita nel carcere di Quarto dopo il suo arresto. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene sul caso di Christian Guercio, elettricista e dj di 38 anni che si è ucciso all’interno del carcere di Asti lo scorso 29 dicembre. La risposta del guardasigilli arriva in seguito all’interrogazione parlamentare presentata da Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra. “Alla visita di ingresso Guercio ha riferito tossicodipendenza e alcol-dipendenza. La valutazione psicologica ha indicato comportamento e ideazione corretti, umore tranquillo, assenza di propositi autolesivi e basso rischio di aggressività.
In applicazione del protocollo locale è stato, dunque, posto a basso livello di attenzione”, ha spiegato il ministro. Aggiungendo però: “Il caso in esame, pur non collocandosi, nell’ambito della patologia psichiatrica, richiama, comunque, le misure previste per la gestione di tali problematiche, come sollecitato da parte dell’interrogante”.
Le tappe della vicenda - Guercio era stato arrestato il giorno di Santo Stefano: il trentottenne aveva avuto una crisi dovuta anche all’assunzione di alcol e droghe. I genitori avevano chiamato l’ambulanza, ma erano intervenute anche le forze dell’ordine. Nello scontro con i carabinieri e l’uomo, in stato di alterazione, due militari hanno riportato piccole ferite alle dita, che hanno comportato nessun giorno di prognosi. Dopo un passaggio al Pronto soccorso, era stato dimesso cinque ore dopo e condotto alla casa di reclusione di Asti per resistenza a pubblico ufficiale.
Non erano invece stati ravvisati i presupposti per la misura cautelare per il reato di lesioni personali. Non era alla prima carcerazione ed era noto all’Asl: fin da bambino gli era diagnosticato un disturbo oppositivo provocatorio, era noto per un problema di tossicodipendenza ed era stato più volte ricoverato per aver tentato il suicidio. Ma quando l’arresto è stato convalidato Guercio non è stato ritenuto affetto da problemi psichiatrici. “Quali iniziative si intendono intraprendere per chiarire la dinamica della vicenda e accertare le ragioni e le responsabilità dell’arresto per resistenza a pubblico ufficiale di una persona fragile e bisognosa di cure?”, aveva domandato la senatrice Cucchi, tirando in ballo il ministro.
I dubbi della famiglia - Le parole del guardasigilli sono ritenute importanti dalla famiglia di Guercio. “Come si evince dalle parole di Nordio Christian rientrerebbe nei casi di persone con fragilità psichiatriche”, commenta la sorella Alessia. “Non doveva essere portato in carcere, ma una volta lì avrebbe dovuto essere attivato il protocollo per persone fragili con rischio suicidario. Perché non è stato così?”, domanda. Durante la prima visita in carcere non erano emerse patologie psichiatriche, era “tranquillo in quanto sedato e ammanettato”. Sarebbe stato considerato a basso rischio. In carcere, però, le informazioni sul suo stato di salute non sono mai arrivate. “Poiché - sottolinea il guardasigilli - il detenuto aveva dichiarato, all’atto del suo ingresso in istituto, di non voler informare nessuno, la Direzione penitenziaria, non possedendo contatti di familiari, ha richiesto ai carabinieri di contattare questi ultimi e ha informato il difensore”.











