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di Valentina Moro

La Stampa, 4 agosto 2025

L’appello del garante Domenico Massano: il carcere non è collegato con la città. Così il reinserimento è difficile. Un carcere in mezzo al nulla e scollegato dalla città con troppi detenuti e il 40 per cento degli educatori che mancano. In occasione della mobilitazione nazionale per i diritti dei detenuti, il nuovo garante delle persone private dalla libertà, Domenico Massano, nominato un mese fa, ha fatto un sopralluogo nel carcere di Quarto d’Asti per analizzarne le problematiche e capire dove intervenire. “Il carcere non è collegato in nessun modo con i mezzi pubblici e non c’è neanche un marciapiede per raggiungerlo. Serve un bus per le famiglie che vanno a trovare i detenuti e per i carcerati quando escono in permesso o devono andare a lavorare - è l’appello lanciato alle istituzioni - Il lavoro è il principale modo per evitare la recidiva”.

Oltre ai problemi di trasporto, la fotografia del garante evidenzia carenze di organico preoccupanti, in tutti i settori. Con un numero di carcerati oltre il limite (sono 237, il 15 per cento in più del massimo stabilito dal ministero) il personale sottodimensionato fatica a coprire i turni: tra agenti e ispettori della polizia penitenziaria dovrebbero essere 167 i previsti a fronte 138 effettivi, mentre le educatrici, che dovrebbero essere 7, sono 4. L’istituto, composto da sei sezioni, ospita quasi esclusivamente detenuti in alta sicurezza.

Carenze si riscontrano anche nel personale amministrativo. “L’area educativa è attenta a fare un buon lavoro, motivata e disponibile - commenta Massano - ma essendo sotto organico lavoro si crea un sovraccarico di lavoro che mette in difficoltà le normali attività che lavorano sulla funzione rieducativa della pena. Le problematiche che già ci sono così vengono amplificate”.

Piove dentro e temperature record - La struttura vecchia porta con sé alcune criticità: dalle infiltrazioni d’acqua in varie parti della struttura alla muffa nelle docce delle sezioni che rende l’ambiente malsano. E l’estate porta con sé nuovi problemi. “Nei giorni più caldi in tutte le sezioni, soprattutto al terzo piano dove batte di più il sole, le temperature diventano roventi. Servono urgentemente impianti di condizionamento”.

La proposta - La proposta è di sedersi a un tavolo per pianificare gli investimenti necessari per dare il via ai lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria, soprattutto quelli utili a rendere fruibili di tutti gli spazi comuni dell’istituto “come i locali sopra l’infermeria in disuso da tempo”. Diversi interventi sono già stati avviati e a breve dovrebbe essere completata l’area esterna destinata ai colloqui per famiglie. “Ma al momento non è utilizzabile - spiega Massano - sono presenti anche attrezzature, spazi e giochi per l’accoglienza dei bambini. Sarebbe importante poter disporre al più presto di questa risorsa fondamentale per permettere incontri famigliari in un contesto dedicato ed attrezzato anche per l’accoglienza dei più piccoli”.

L’appello per il lavoro - Il tema cruciale per il garante resta l’aspetto lavorativo. “Ci sono rapporti di collaborazione molto positivi con tante realtà del territorio. Serve un maggiore coinvolgimento delle aziende ma soprattutto, ripeto, serve almeno una linea di trasporti pubblici per fare in modo che i detenuti possano uscire a lavorare”.