di Elisabetta Testa
La Stampa, 22 marzo 2021
Sono circa 200 i detenuti che grazie all'Asl di Asti sono stati vaccinati contro il Coronavirus dopo che in carcere a Quarto era scoppiato un focolaio. Alcuni sono in isolamento. Non tutti i carcerati hanno però accettato il vaccino, alcuni hanno rifiutato. Tamponi molecolari al personale della polizia penitenziaria e dell'istituto.
Intanto i sindacati Osapp (Domenico Favale); Sappe (Domenico Profeta); Uil Pa (Missimei Marco); Sinappe Bruno Polsinelli; Uspp (Roberto Cecere); Cgil (Angelo De Feo); Cisl (Domenico De Sensi); Cnpp Angelo Santoru hanno scritto al sindaco Rasero, al prefetto Alfonso Terribile, ai dirigenti del Dap di Torino e Roma perché intervenga il Gruppo operativo mobile (Gom). Questo anche in seguito ad "Una protesta di alcuni detenuti che nei giorni scorsi si sono rifiutati di rientrare in cella e hanno dormito sui materassi in corridoio per poi insediarsi nel box riservato all'agente di polizia penitenziaria in servizio".
E aggiungono: "Se la situazione ad Asti sta reggendo è solo grazie al poco personale di polizia penitenziaria che con orari ben oltre l'ordinario si sacrificano per la sicurezza dell'istituto". Nella mattinata di oggi 21 marzo, in carcere c'è stata anche la visita della Garante comunale dei detenuti Paola Ferlauto. Sergio Rovasio e Mario Barbaro, Presidente e Coordinatore dell'Associazione Marco Pannella di Torino, hanno scritto al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e all'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, perché si possano scongiurare rischi di ulteriori contagi. Nei prossimi giorni l'associazione potrebbe anche indire una protesta non violenta con lo sciopero della fame.











