di Roberta Polese
Corriere della Sera, 16 aprile 2023
Sono gli artefici dei blitz per il clima su edifici e opere d’arte. Il rischio di condanne pesanti per gli attivisti di “Ultima Generazione”: in Italia non era mai successo. Il gruppo sui social: “Siamo cittadini non violenti, trattati però come mafiosi”.
Gli attivisti del loro stesso movimento a inizio novembre lanciarono una zuppa di verdure contro la teca in vetro dove si trovava il quadro di Van Gogh, Il seminatore a Roma. E di recente hanno sparso del liquido nero nella fontana della Barcaccia a Roma, così come dello stesso gruppo fa parte il giovane che ha imbrattato Palazzo Vecchio a Firenze, bloccato dal sindaco Dario Nardella. Solo per citare i fatti più eclatanti. Dopo le multe e le polemiche, i militanti di “Ultima Generazione” subiscono ora un inedito colpo giudiziario.
Una procura ha preso di petto la situazione e ha indagato 12 attivisti del clima, contestando a cinque di loro anche il reato di associazione per delinquere finalizzata al deturpamento dei beni culturali, interruzione di pubblico servizio e ostacolo alla libera circolazione. Rischiano fino a sette anni di carcere. Accade a Padova, dove il pm Benedetto Roberti ha fatto seguire gli ambientalisti per tre anni dalla Digos, individuando i capi dell’organizzazione. Uno di loro è stato perquisito, altri sono stati schedati e controllati a vista. Sette gli episodi contestati agli studenti universitari (tra le loro fila, però, c’è anche un cinquantasettenne).
Sette di loro sono indagati anche in altre due inchieste veneziane, due sono vecchie conoscenze della questura che aveva già consegnato loro un foglio di via dalla città. Per quanto riguarda le azioni in laguna, il primo è un blitz avvenuto il 4 settembre scorso alle Gallerie dell’Accademia, quando in tre entrarono nella sala in cui è custodita La Tempesta del Giorgione, e posizionando le loro mani sopra al quadro (protetto dalla teca), lanciarono i loro slogan contro l’inerzia della politica sulle misure contro il cambiamento climatico. L’altra riguarda invece il blocco del traffico del Ponte della Libertà, il ponte per le auto e i treni che collega Venezia alla terraferma. A Padova invece il nucleo di “Ultima Generazione” ha cominciato a farsi sentire a partire dalla scorsa primavera imbrattando il centro culturale San Gaetano in città. Gli attivisti si sono poi incatenati dentro alla cappella degli Scrovegni dove sono custoditi gli affreschi di Giotto, che però non furono toccati. Scritte sui muri contro il gas e il carbone sono comparse poi a settembre in un circolo della Lega in periferia, e un altro blitz, sempre al medesimo circolo, è stato sventato dalla Digos che stava pedinando i militanti.
Inoltre, sul conto dei 12 indagati, ci sono vari blocchi del traffico. Il loro avvocato difensore, Leonardo De Luca, ieri ha commentato: “La provvisoria contestazione del reato di associazione per delinquere - indipendentemente dalla modesta gravità dei singoli reati contestati - appare singolare in quanto richiede la sussistenza di elementi distintivi molto specifici che non ritrovo in questa vicenda”. Plaude all’iniziativa della procura di Padova il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Giusto così. Chi vandalizza opere e blocca strade commette reati e va perseguito con durezza”. Li difende invece Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera: “Suonano come abnormi le accuse di associazione a delinquere contro esponenti di “Ultima Generazione” a Padova. Siamo solidali con gli indagati”.
Stando alla nuova legge che dovrebbe inasprire le pene, gli esponenti di Ultima Generazione responsabili degli imbrattamenti rischierebbero fino a 60mila euro di multa, ma non sarà una norma retroattiva. Gli ambientalisti, che non si sono mai nascosti e che hanno sempre pubblicato sui social a viso aperto le loro proteste, scrivono su Instagram: “Gli indagati sono cittadini non violenti trattati come se fossero dei mafiosi, questa è la legge del far west, non la legge di uno stato democratico, ma noi non ci faremo intimidire”. Gli attivisti hanno lanciato sui social un appuntamento nazionale a Roma il 22 aprile in piazzale Ostiense a partire dalle 12.









