di Luna Casarotti
labottegadelbarbieri.org, 13 febbraio 2026
La morte di Aliseo Francesco, 38 anni, e originario di Mazara del Vallo, è avvenuta il 21 gennaio 2026 mentre era detenuto presso il carcere di Augusta. A febbraio, a distanza di settimane dai fatti, la famiglia continua a chiedere verità e giustizia su quanto accaduto. Secondo la ricostruzione dei familiari, Francesco aveva iniziato ad accusare forti dolori al petto già dal 14 gennaio. Più volte era stato accompagnato in infermeria e visitato dal medico di guardia. Tuttavia, come riportato nella denuncia contro ignoti per omicidio colposo presentata dall’avvocato della famiglia, non sarebbero stati effettuati accertamenti diagnostici approfonditi come elettrocardiogrammi o radiografie.
Gli erano stati somministrati farmaci antidolorifici e antipiretici, tra cui Brufen e Tachipirina, con l’ipotesi di dolori intercostali legati a un virus influenzale. Le sue condizioni, però, non erano migliorate. Il dolore era diventato sempre più intenso, fino a impedirgli di alzarsi dal letto. Il 17 gennaio, in mattinata, aveva perso conoscenza. Era stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Umberto I di Siracusa, dove era rimasto in coma fino al decesso, avvenuto alle 8:35 del 21 gennaio.
La famiglia ha riferito di non essere stata informata né del ricovero né del peggioramento delle sue condizioni cliniche. La notizia della morte era stata comunicata soltanto alle ore 14 dello stesso giorno dai Carabinieri, che si erano recati presso l’abitazione dei parenti. “Non sapevamo nulla - hanno dichiarato - e il carcere aveva tutti i nostri recapiti”. La salma era stata posta sotto sequestro presso l’Istituto di medicina legale di Catania, dove il 28 gennaio era stata eseguita l’autopsia alla presenza del consulente tecnico nominato dai familiari. L’esame autoptico dovrà chiarire le cause del decesso e accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, erano state raccolte le testimonianze del compagno di cella e di altri detenuti dello stesso piano. Secondo quanto riferito, nei giorni precedenti al malore più volte erano state sollecitate cure più approfondite, anche attraverso episodi di protesta e battiture per richiamare l’attenzione sulle condizioni di Francesco, che continuava a lamentare dolori fortissimi.
Francesco era stato arrestato il 24 luglio 2024, poche settimane dopo la tragica morte dei genitori in un incidente stradale. I familiari hanno sottolineato come fosse stato trasferito a oltre 400 chilometri dalla sua città, in una struttura di alta sicurezza, nonostante fosse accusato di reati comuni. A febbraio, l’inchiesta resta aperta.
La famiglia attende l’esito definitivo degli accertamenti medico-legali e l’acquisizione delle cartelle cliniche per comprendere se vi siano state negligenze, omissioni o ritardi nei soccorsi. “Vogliamo sapere perché non è stato portato subito in ospedale e perché i suoi dolori sono stati sottovalutati. Chiediamo giustizia per Francesco”, hanno ribadito i familiari.









