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La Sicilia, 15 febbraio 2026

Proseguono le indagini sulla morte di due detenuti nel carcere di Augusta, avvenuta nelle scorse ore e, secondo le prime informazioni, riconducibile a una presunta overdose. La magistratura ha avviato gli accertamenti per chiarire con esattezza dinamica e responsabilità. La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema dell’introduzione di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari. “Si fa tanto nella lotta al contrasto, ma non è mai abbastanza a causa delle poche risorse umane”, commenta Salvatore Gagliani, segretario provinciale del Sappe, intervenendo dopo la notizia del decesso dei due reclusi. Il sindacalista evidenzia come la grave carenza di organico e l’evoluzione tecnologica incidano sulle possibilità di introdurre oggetti e sostanze non consentite.

“Un tempo, con le sentinelle, era più difficile utilizzare i droni”, osserva, sottolineando come oggi i mezzi tecnologici rendano più complesse le attività di controllo. L’eventuale abuso di sostanze stupefacenti in cella, viene ribadito, presuppone comunque l’ingresso della droga all’interno della struttura, nonostante i controlli e i sequestri ripetutamente effettuati dal personale di Polizia penitenziaria, che in più occasioni ha rinvenuto e sequestrato stupefacenti e telefoni cellulari.

Intanto il Comune di Augusta ha istituito la figura del garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale. La decisione è stata assunta con deliberazione approvata all’unanimità dalla Giunta municipale. Il garante sarà un organo monocratico e indipendente con il compito di vigilare sul rispetto della legalità e dei diritti umani in tutti i luoghi di privazione della libertà presenti sul territorio comunale: istituti penitenziari, comunità terapeutiche, centri di accoglienza per migranti, strutture sanitarie in cui si effettuano trattamenti sanitari obbligatori e camere di sicurezza. Tra le principali funzioni rientrano il monitoraggio delle condizioni di detenzione, la segnalazione di eventuali criticità e la promozione di iniziative affinché l’esecuzione della pena sia coerente con la normativa in materia penitenziaria.