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augustanews.it, 23 settembre 2026

“C’è una famiglia che il 15 gennaio 2026 aveva parlato con il proprio parente detenuto nel carcere di Augusta senza che nulla suscitasse preoccupazione, poi il 21 gennaio la stessa famiglia è stata travolta dalla notizia della sua morte. È sacrosanto che chieda un accertamento della verità, i familiari vogliono sapere cosa è successo in quei pochi giorni. Dalle informazioni apprese dai familiari Francesco Aliseo sarebbe morto dopo giorni di dolori al petto e un ricovero d’urgenza all’ospedale di Siracusa. I familiari sostengono inoltre che non sarebbero stati effettuati accertamenti diagnostici approfonditi”. Lo ha detto in aula alla Camera la deputata palermitana del M5S Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia a Montecitorio.

“Oggi il governo, rispondendo a questa mia interrogazione, di fatto conferma che già il 17 gennaio ci sia stato un intervento sanitario perché il detenuto stava male - sottolinea - La risposta del governo è troppo debole, è suo dovere fare tutto il possibile per dare ai familiari le risposte che chiedono. Io oggi in quest’aula porto la voce della famiglia e di una comunità che aspetta delle risposte. Ricordo che altri due decessi dai contorni non ancora chiari sono avvenuti nello stesso carcere di Augusta e che sempre lì, pochi giorni fa, un detenuto in alta sicurezza è fuggito, per poi essere nuovamente fermato.

Tutto questo dimostra il tragico affanno in cui si trova la struttura penitenziaria di Augusta così come tante carceri italiane, a partire da quelle siciliane. Dobbiamo renderci conto che nelle carceri si muore anche per cause nebulose e per suicidi. Questo avviene anche perché lì dentro si vive in condizioni disumane e lo Stato non garantisce piena assistenza sanitaria e psicologica e neppure una vera e continua sorveglianza”.