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di Salvo Palazzolo

La Repubblica, 22 giugno 2023

Il Dap gli contesta di avere pubblicato su Facebook una nota su una vertenza: “Ha portato discredito all’amministrazione”. C’è un clamoroso colpo di scena ad Augusta, nel carcere che in queste ultime settimane è nell’occhio del ciclone, è anche al centro di un’indagine giudiziaria della procura di Siracusa per la morte di due detenuti dopo un lungo sciopero della fame. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha preso provvedimenti. Nei confronti di chi? Ecco la sorpresa: una pesante sanzione disciplinare è stata inflitta al sindacalista della polizia penitenziaria che da anni denuncia le drammatiche condizioni del carcere.

A fine maggio, il sovrintendente Nello Bongiovanni, dirigente nazionale del Sinappe con delega a seguire quella struttura, è stato punito dal consiglio centrale di disciplina con la deplorazione perché ha pubblicato sul suo profilo Facebook un volantino sindacale. “Con ciò - ecco la contestazione - portando discredito all’amministrazione e ai vertici dell’istituto”. In quel volantino, che risale all’anno scorso, il sindacalista raccontava di altre punizioni per le sue denunce, gli era stato abbassato il punteggio dopo 22 anni di carriera ad Augusta, mentre intanto vinceva il concorso per sovrintendente.

Ma questa è una storia davvero ricca di sorprese. Lo scorso mese di agosto, Bongiovanni è stato aggredito da un detenuto all’interno del carcere, assieme ad altri cinque colleghi. È rimasto ferito, è ancora in convalescenza. Però, non ha mai smesso di preoccuparsi per le problematiche del carcere: a maggio, ha scoperto per caso che c’erano stati due morti nel carcere di Augusta, uno dopo l’altro, a causa di un lungo sciopero della fame. “Le notizie non erano mai uscite - racconta oggi il sindacalista - e allora per senso civico ho ritenuto di doverne parlare con un mio amico giornalista”. Così, abbiamo conosciuto l’assurdo dramma che si era consumato all’interno del carcere di Augusta. “Inizialmente, avevo quasi timore di parlarne - spiega - temevo di incorrere in un altro provvedimento disciplinare, ma poi ho pensato che tutto il paese deve sapere cosa sta accadendo ad Augusta, c’è un silenzio ormai diventato pericoloso”.

Grazie alla denuncia partita da Nello Bongiovanni, il Garante nazionale per i diritti dei detenuti, è potuto intervenire stigmatizzando le mancate comunicazioni da parte del Dap su due casi così gravi. E, ora, c’è anche un’inchiesta della magistratura su quanto avvenuto nella casa di reclusione siracusana.

“Bisogna chiedersi perché ad Augusta il numero delle aggressioni nei confronti della polizia penitenziaria e delle proteste dei detenuti sia più alto rispetto ad altre strutture - torna a denunciare Bongiovanni - al vertice del Dap dovrebbero chiedersi il perché. Ma è una riflessione che dovrebbe fare tutta la comunità. Perché il carcere non è mai una struttura avulsa dal territorio”. Bongiovanni è stato consigliere comunale di Sortino, il paese in cui vive, eletto in una lista civica di centrodestra, nel 2016 è stato anche candidato sindaco e non ce l’ha fatta per 120 voti. “La battaglia per il carcere di Augusta è una battaglia di civiltà - dice - non si può più tacere anche sulle condizioni strutturali e igieniche dell’istituto, servono urgenti lavori, almeno la metà della struttura andrebbe chiusa”.

Una situazione che in queste ultime settimane è stata denunciata anche dal garante regionale dei detenuti Santi Consolo e dal presidente dell’associazione Antigone, che hanno visitato il carcere. “Io, intanto, proseguo la mia battaglia”, dice Nello Bongiovanni. Ieri, il suo avvocato ha presentato un ricorso al tribunale di Siracusa, denunciando che il provvedimento disciplinare è una condotta antisindacale. “Non si può cancellare così una vita di impegno al servizio delle istituzioni e del sindacato - dice Bongiovanni - quando anni fa venne arrestato un collega che faceva entrare in carcere droga e telefonini, il mio sindacato fu l’unico a prendere posizione, nonostante tutti fossimo sotto choc per quanto accaduto, perché quel collega era davvero un insospettabile”.

Augusta resta nell’occhio del ciclone: in quella struttura ci sono 120 detenuti che hanno disturbi psichiatrici, 100 hanno problemi di tossicodipendenza. Una polveriera. L’anno scorso, ci sono stati 37 casi di autolesionismo e 40 proteste (molte con sciopero della fame) per le ragioni più diverse. Ancora l’anno scorso, si sono registrate 74 aggressioni nei confronti del personale dell’istituto, sei contro altri detenuti. “Una situazione grave - ha ribadito il presidente di Antigone - non si comprende perché il Dap non intervenga”. In realtà, adesso è intervenuto. Punendo chi si è permesso di rompere il muro del silenzio.