di Chiara Baldi
La Stampa, 11 giugno 2019
Presentato Palazzo Marino il rapporto di "Vox" che analizza il linguaggio sul web. Silvia Brena: "Pesante sul linguaggio l'impatto della politica". Una fotografia del clima che si respira in Italia attraverso l'analisi dei tweet fatti tra marzo e maggio 2019, in piena campagna elettorale per le Europee.
E da cui emerge "l'impatto che il linguaggio e le narrative della politica hanno sulla diffusione e la viralizzazione dei discorsi d'odio" e anche "il ruolo dei social media, che sono la corsia preferenziale di incitamento all'intolleranza e al disprezzo nei confronti di gruppi minoritari o socialmente più deboli", spiega Silvia Brena, cofondatrice di Vox, l'Osservatorio Italiano dei Diritti che questa mattina a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, ha presentato la quarta edizione della "Mappa dell'Intolleranza", elaborata insieme all'Università Statale di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università di Bari e il dipartimento di sociologia dell'Università Cattolica di Milano. E dai dati emerge un paese sempre più incattivito, in cui l'odio contro i migranti è salito del 15,1 per cento, rispetto al 2018, e sul totale dei cinguettii che hanno come oggetto i migranti quelli di odio sono il 66,7 per cento. Sul totale di cinguettii negativi, quelli contro i migranti sono il 32 per cento: vale a dire, spiegano i curatori del rapporto, che "un hater su tre si scatena contro "lo straniero"".
E rispetto al 2018 torna l'odio anche verso gli ebrei, che lo scorso anno era "quasi inesistente": nel 2019 è cresciuto del 6,4 per cento, per cui su un totale di 19.952 tweet relativi agli ebrei, quasi 15.200 erano negativi. Interessante il dato della geolocalizzazione (cioè da dove il tweet viene inviato), da cui emerge che le città più intolleranti verso le persone di religione ebraica sono soprattutto a Roma e Milano.
C'è poi un'altra categoria a cui buona parte dell'odio online viene indirizzato: i musulmani, che hanno visto una impennata di quasi il 7 per cento di tweet intolleranti nei loro confronti. E ovviamente anche le donne rientrano nella classifica tra le categorie più odiate online con un aumento dell'1,7 per cento rispetto allo scorso anno sebbene siano più colpite quando sono in tandem con gli omosessuali.
Che invece registrano un dato positivo: i tweet intolleranti verso di loro scendo del 4,2 per cento. In questo caso, la maggior parte dei cinguettii negativi verso gay e lesbiche arrivano da Milano (con 4083 tweet negativi su un totale di 5719) e Roma (con 18.284 cinguettii raccolti in totale di cui negativi sono 12.826). Secondo i curatori della mappa, il motivo del calo di messaggi negativi verso omosessuali dipende anche dalla presenza della Legge Cirinnà che ha reso gli omosessuali non più una minoranza nel paese.
Per Amnesty International, che sta analizzando i profili dei personaggi politici, "c'è una correlazione tra l'odio sui social network e i messaggi della politica". Un'analisi che mette d'accordo anche Marilisa D'Amico, cofondatrice di Vox e professoressa di diritto costituzionale alla Statale di Milano, che spiega: "Questa correlazione non solo crea un clima culturale ostile al "diverso" ma legittima anche la diffusione di discorsi d'odio lesivi dei principi di uguaglianza e solidarietà a cui è ispirata la nostra Costituzione". E in questo senso è cambiato anche il profilo dell'hater che, per Vittorio Lingiardi, professore di psicologia dinamica alla Sapienza di Roma, "oggi non è più l'anonimo leone da tastiera, ma uno che vuole farsi riconoscere perché si sente legittimato".










