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di Katiuscia Guarino

Il Mattino, 22 gennaio 2025

Tra gli episodi contestati evasioni “sospette”, risse tra detenuti e presunte violenze avvenute in cella. Tre evasioni in momenti diversi da parte di cinque detenuti che poi sono stati subito catturati; aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria; botte tra i detenuti, uno dei quali ridotto in fin di vita; sequestri di droga e smartphone. Per alcuni mesi dello scorso anno è regnato il caos nel carcere di Avellino. Una serie di eventi critici che ha portato alla contestazione di provvedimenti disciplinari nei confronti di venti agenti penitenziari, alcuni dei quali rischiano il licenziamento mentre per altri si profila la sospensione dal servizio.

Non solo. Nel mirino degli inquirenti è finita anche la direttrice del carcere, Rita Romano (attualmente in licenza, è sostituita al vertice dalla direttrice in missione Maria Rosaria Casaburo). Ma la sua posizione è stata poi archiviata. I sindacati all’attacco: “L’amministrazione penitenziaria cerca capri espiatori”. Una situazione incandescente ad Avellino: proprio ieri sono stati assegnati nuovi uomini per rafforzare l’organico da sempre carente nella struttura irpina. Critico il sindacato della polizia penitenziaria: “Sono stati emessi numerosi provvedimenti disciplinari ingiusti con proposte di sospensione e licenziamento. Gli agenti risultano accusati di aver maltrattato i detenuti. Questo nonostante le condizioni lavorative fossero proibitive: ogni agente era costretto a controllare fino a cento detenuti, spesso armati”.

A fronte di una capienza regolamentare di 507 detenuti sono 620 i presenti. Attualmente il personale impiegato è di 111 uomini e 22 donne. Mancano 77 poliziotti in organico, numero al quale - secondo i sindacati - sono sottratte ancora 28 unità per l’Icam di Lauro (struttura per l’accoglienza per le detenute madri) e 4 ai Cinofili per un totale di 81 unità mancanti all’appello. Per il sottosegretario Delmastro i dati sono altri: “Il personale attualmente in servizio ammonta a 322 unità, con un esubero di quattro unità rispetto alla pianta organica”.

Per i poliziotti l’indagine interna è volta a verificare se nei loro comportamenti ci siano omissioni nello svolgimento dei compiti di istituto o coinvolgimento in episodi violenti. In corso una parallela inchiesta anche della Procura della Repubblica di Avellino. Chiarita al momento la posizione della direttrice Romano, alla quale non sono state riconosciute responsabilità ma “impegno per cercare di mitigare le diverse criticità”. La commissione di disciplina dell’amministrazione penitenziaria ha accolto all’unanimità la richiesta di archiviazione formulata dalla difesa a supporto della quale è stata “prodotta una copiosa documentazione, volta a dimostrare che la dirigente ha messo in atto, sin dall’inizio, ogni disposizione utile a garantire l’ordine e la sicurezza della struttura”. La commissione “non ravvisa nel comportamento della dirigente irregolarità o omissioni che configurano infrazioni disciplinari, concludendo per l’archiviazione del procedimento”. Il procedimento disciplinare nei confronti della direttrice Romano si è concluso con un decreto di archiviazione emesso lo scorso 10 gennaio firmato del Capo del Dipartimento facente funzioni, Lina Di Domenico.

Discorso diverso per una ventina di poliziotti penitenziari. Quattro agenti sarebbero già stati rimossi dal servizio, mentre altrettanti rischiano azioni più pesanti. Un paio di casi potrebbero addirittura arrivare al licenziamento. Le contestazioni sono scattate in seguito alle vicende che si sono registrate lo scorso anno: evasioni, tentate evasioni, aggressioni e violenze tra detenuti. Un quadro complessivo che genera ulteriore tensione nel carcere del capoluogo irpino. Il personale non ci sta a subire un’onta del genere.

Alzano la voce i sindacati. Lo fa anzitutto l’Osapp. “L’amministrazione penitenziaria dicono i rappresentanti Leo Beneduci, Emilio Fattorello e Vincenzo Palmieri, che ieri hanno organizzato una conferenza stampa davanti al carcere di Bellizzi - cerca capri espiatori, punendo indiscriminatamente gli agenti. Questa politica rischia di scaricare le responsabilità su chi è stato lasciato solo per anni. Non si possono attribuire le colpe delle evasioni o delle inefficienze ai soli agenti o ai dirigenti locali”.

Uno scontro a distanza che rischia di inasprire ancora di più gli animi. Ieri il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, ha annunciato l’assegnazione di quattro nuove unità maschili nella qualifica di vice-sovrintendente. L’esponente del Governo ha parlato del carcere di Avellino rispondendo a un’interrogazione del parlamentare Toni Ricciardi (Pd), che ha puntato i riflettori sulle vicende del penitenziario del capoluogo irpino e sulla necessità di incrementare il personale nelle carceri.