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di Antonella Sarno

avellinotoday.it, 28 ottobre 2022

L’avvocato Quirino Iorio: “Il problema va affrontato una volta per tutte. Va incrementata la presenza di specialisti all’interno delle strutture penitenziarie”. Camera Penale Irpina. Da ieri 26 ottobre ad oggi 27 ottobre, gli avvocati irpini si astengono dalle udienze penali per denunciare le anomalie dell’assistenza sanitaria ai detenuti presso gli istituti di pena presenti nel territorio del circondario di Avellino e di competenza dell’ufficio di sorveglianza di Avellino.

Avvocato Iorio: “Il problema va affrontato e risolto una volta per tutte” - Ecco le dichiarazioni odierne del presidente della Camera Penale Irpina, l’avvocato Quirino Iorio: “Abbiamo più volte segnalato un deficit di assistenza ai detenuti, in particolar modo sotto l’aspetto sanitario. Bisogna tener presente che, a differenza del comune cittadino, il detenuto non ha la possibilità di rivolgersi alle strutture private. In questo momento, si evidenziano delle criticità nelle strutture irpine. Noi vogliamo richiamare l’attenzione degli organi istituzionali affinché questo problema, segnalato anche dal garante dei diritti dei detenuti, dal garante provinciale e da quello regionale, venga in qualche modo affrontato una volta per tutte”.

“Al Carcere di Avellino c’è un’altissima incidenza di atti di autolesionismo” - “Siamo a conoscenza dei problemi che si sono verificati all’interno delle strutture penitenziarie, anche a Bellizzi Irpino - continua - crediamo che, in qualche modo, ci sia un legame che va affrontato. I dati sono allarmanti. Nel primo semestre 2022, Avellino si caratterizza per avere un’altissima incidenza di atti di autolesionismo tra i detenuti. Credo sia venuto il momento di richiamare l’attenzione, soprattutto degli organi istituzionali, coinvolgendo anche la popolazione per far capire che la nostra protesta è volta a chiedere tutti gli interventi idonei a far sì che questa problematica venga risolta. Sono tante le cose da fare ma, sicuramente, la prima dovrà essere incrementare la presenza di specialisti all’interno delle strutture penitenziarie” conclude.