corriereirpinia.it, 24 febbraio 2025
Sono i Garanti territoriali campani dei detenuti a contestare duramente la scelta di chiudere l’Istituto a custodia attenuata per madri detenute di Lauro aperto nel 2016 circola da giorni. Il garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello invoca un intervento della politica e della magistratura per evitare questa ingiustizia. “Domani mattina partiranno le ultime due donne presenti nel carcere per detenute madri di Lauro alla volta di Venezia e Milano. Michael, nato nel 2017 a Caltanissetta sta frequentando a Lauro la seconda elementare. Trinity, nata a Napoli il 2019 sta frequentando l’ultimo anno dell’infanzia.
Bambini senza colpe! Vorrei ricordare alle autorità che hanno ordinato questi trasferimenti durante l’anno scolastico che l’art. 3 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza sancisce il principio che ogni legge, ogni provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino deve avere una considerazione preminente. E allora perché questa fretta? Perché questa chiusura? Andranno in carceri dove ci sono solo due donne con bambini.
Per aprire Lauro, ristrutturando quello che era l’Icatt, furono spesi più di un milione di euro per accogliere trenta detenute madri con figli! Perché tenere aperti A Torino, Milano e Venezia tre mini-strutture e non chiuderne una lì? Comunque, da domani nessun agente di polizia penitenziaria, nessun amministrativo, educatore sarà impegnato altrove. Sono gettati al vento anche i finanziamenti del Consiglio regionale (30mila euro) per attività educative ed integrative e la disponibilità di una comunità di accoglienza per detenute madri con figli, in un bene confiscato a Quarto! Indignarsi è poco! Intervenga la politica e la magistratura”.
Francesca Pascale: chiudere Icam Lauro è errore gravissimo
“L’Icam di Lauro, in provincia di Avellino, è l’unico Istituto a custodia attenuata per madri detenute presente nel Sud: chiuderlo e trasferire le mamme con i loro figli a Milano o Venezia è non solo un’ulteriore afflizione contro persone che comunque già stanno pagando per i propri errori, ma è un incomprensibile accanimento verso bambini e bambine che non hanno alcuna colpa”. Lo afferma Francesca Pascale in una nota diramata dal suo ufficio stampa.
“Ho visitato due volte l’Istituto di Lauro - continua Pascale - insieme al Garante delle persone private della libertà della Campania, Samuele Ciambriello, per portare nel mio piccolo un contributo di solidarietà umana non solo alle mamme detenute, ma soprattutto ai loro figli che purtroppo pagano per le colpe dei genitori. Il posto per i bambini non può essere il carcere, dovrebbe essere vietato. È un tema su cui tutta la politica, senza distinzioni, dovrebbe interrogarsi e agire. Trasferire quei bambini in un’altra struttura, al Nord, comporterebbe l’interruzione anche del percorso scolastico intrapreso con evidenti ripercussioni anche sul loro benessere psicofisico e sul loro futuro. Ci si può professare orgogliosamente ‘donna, madre e cristiana’ e poi lasciare che bambini innocenti stiano dietro le sbarre e vengano spostati da una parte all’altra d’Italia come se fossero pacchi?” - conclude Pascale.











