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di Vinicio Marchetti

avellinotoday.it, 17 marzo 2026

Sedici tentati suicidi in un anno. Un medico solo fino al pomeriggio. Trenta agenti che mancano. Ciambriello e Mele hanno visitato Ariano, Sant’Angelo e Bellizzi Irpino. Una donna detenuta. Alta sicurezza. Le controllano il cuore mentre è in piedi, perché un lettino non c’è. Questo è successo nel carcere di Bellizzi Irpino, ad Avellino, nel 2026. Il Garante regionale Samuele Ciambriello e il Garante provinciale Carlo Mele ci sono entrati oggi, accompagnati dalla vice-direttrice Samuela Scardino. Prima di loro, avevano già visto le altre due strutture della provincia - Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Mille e novantatré detenuti in tutto. Alla fine, hanno parlato ai giornalisti. Quello che hanno detto non lascia molto spazio all’ottimismo.

Un medico fino al pomeriggio. Poi buio - Le 54 detenute ad alta sicurezza di Bellizzi Irpino hanno un medico. Uno. Che lavora fino al pomeriggio. Dopo, niente. Nessuna copertura notturna, nessuna certezza. L’infermeria non regge. Le attrezzature mancano. Gli psicologi mancano. Gli psichiatri mancano. “Tu entri in carcere perché hai commesso un reato e rischi di uscire dopo aver subito un torto dallo Stato, di mala giustizia o di mala sanità”, ha detto Ciambriello. Il diritto alla salute, ha ricordato, è l’unico della Costituzione a portarsi dietro un aggettivo: fondamentale. Dentro quelle mura, quell’aggettivo suona come una presa in giro. Tra le tre strutture, i detenuti tossicodipendenti sono 241 su 1.093. Il Sert ha ripreso a funzionare da poco, con uno psicologo solo. “Da solo cosa può fare con 83 persone tossicodipendenti qua dentro?”, ha chiesto Mele. La risposta, ovviamente, non c’è. Una ventina di loro va avanti scalando col metadone. Ciambriello ha citato Poggioreale, Secondigliano, Salerno: reparti dedicati, 40, 50, 100 posti. Un modello che funziona. Qui, invece, niente.

Trenta agenti che non ci sono - Nel pomeriggio, dopo le quindici, in ciascuna delle tre carceri irpine può capitare che un agente solo sorvegli centocinquanta detenuti. Solo a Bellizzi mancano una trentina di unità. Gli agenti si vedono poco, i detenuti si vedono dappertutto. “È un lavoro usurante”, ha detto Ciambriello. E le segnalazioni più dure arrivano proprio da chi quella divisa la indossa tutti i giorni. Il personale trattamentale ed educativo non sta meglio: o resta chiuso in ufficio a smaltire le pratiche che riesce, o gira nelle sezioni senza riuscire davvero a starci. “Non c’è trattamento”, ha tagliato corto Mele. “La legge parla di un percorso che aiuta il detenuto a riesaminare il proprio passato, ma se stai chiuso in sei in una cella”.

Sedici volte qualcuno ha provato a morire - Nel 2025, nelle tre carceri irpine, ci sono stati sedici tentati suicidi. Sei ad Ariano Irpino, cinque a Sant’Angelo dei Lombardi. Uno ogni tre settimane, più o meno. E poi migliaia di scioperi della fame, della sete, rifiuti di farmaci, atti di autolesionismo. Corpi che protestano quando la voce non basta. “Vuol dire che in carcere esiste una condizione per cui rischi di stare 20-22 ore chiuso in cella”, ha detto Ciambriello. “Dal carcere possono uscire persone migliorate, ma solo se vengono seguite”, ha aggiunto Mele. “Il problema è che non vengono seguite perché manca il personale”. A Poggioreale, ha ricordato Mele, ci sono celle con tre letti sovrapposti. Se cadi, ti fai male. Sembra un dettaglio. Non lo è.

Ad aprile da Fico. E una notizia che Delmastro non darà - Sul piano istituzionale, qualcosa si muove. Il presidente della Regione Campania Roberto Fico - con delega alla sanità - riceverà lunedì 13 aprile i garanti provinciali di Avellino, Caserta e Benevento, il garante di Napoli, Don Tonino Palmese garante locale di Benevento, e Ciambriello. L’agenda è chiara: sanità penitenziaria, soluzioni concrete.

Sul governo nazionale, il tono dei garanti cambia. “Gli appelli alla politica sono appelli inutili, purtroppo”, ha detto Ciambriello. I giorni di liberazione anticipata non sono aumentati. I finanziamenti per i detenuti tossicodipendenti non sono arrivati. E poi c’è una notizia che Ciambriello ha consegnato ai giornalisti con una precisione chirurgica: l’anno scorso 350 agenti vincitori di concorso si sono dimessi dopo un mese di servizio nelle carceri italiane. “Chiedetegli perché”, ha detto riferendosi al Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia on. Andrea Delmastro, atteso domani in visita. “Lui deve rispondere a tutto questo”.

La critica si allarga. “Ostellari, in quattro anni, non ha mai ascoltato un detenuto. Così come Delmastro, in quattro anni”. Nel frattempo, in tre anni, sono stati introdotti 21 nuovi reati. Il Decreto Caivano ha fatto salire il numero di ragazzi negli istituti penali minorili da 302 a 599. Tre nuovi istituti sono stati costruiti. “Doppiezza farisaica, populismo penale, politico e mediatico”, ha concluso Ciambriello. Ad aprile i garanti saranno da Fico. Le carceri irpine resteranno dove sono.