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di Renato Spiniello

irpinianews.it, 27 agosto 2026

Lavoro per la cura della città e regolarizzazione dei documenti in vista della libertà: sono i due pilastri del patto stretto tra il Comune di Avellino e la Casa Circondariale “Antimo Graziano”. La Giunta Comunale, presieduta dal sindaco Nello Pizza, ha approvato all’unanimità e con immediata esecutività due protocolli d’intesa destinati a favorire il reinserimento sociale dei detenuti, nel solco dell’articolo 27 della Costituzione.

Il lavoro di pubblica utilità - Con la delibera n. 56, il Comune manifesta la disponibilità ad accogliere da 1 a un massimo di 10 detenuti, ai sensi dell’art. 20 ter dell’Ordinamento Penitenziario, per interventi di pulizia, piccola manutenzione e restituzione del decoro di spazi pubblici, aree verdi, piazze e cimitero. Le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16, con rientro in istituto entro le 16:30, sotto il coordinamento di un tutor dipendente del Comune.

Il protocollo prevede regole stringenti: divieto di allontanarsi dal luogo di lavoro, divieto di utilizzo dei social e di pubblicazione di foto o video, divieto di accompagnarsi a pregiudicati, con controlli a campione della polizia penitenziaria e verifiche delle urine al rientro in istituto. La prestazione è volontaria e gratuita, con copertura assicurativa INAIL, e il Comune potrà chiedere l’allontanamento e la sostituzione di chi tenga comportamenti non consoni. Nessun onere graverà sul bilancio comunale.

Lo sportello anagrafe dietro le sbarre - Con la delibera n. 55 viene invece approvato il protocollo, composto da nove articoli, per l’apertura all’interno della casa circondariale di uno sportello di servizio dell’Ufficio Anagrafe e di Stato Civile di assistenza verso i detenuti. L’obiettivo è garantire a chi è in via di liberazione la piena titolarità del proprio diritto di cittadinanza: un documento d’identità valido (CIE) e una situazione anagrafica regolarizzata, requisiti fondamentali per un concreto reinserimento sociale.

Il servizio sarà a titolo gratuito, con una durata di un anno tacitamente rinnovabile. Gli accordi saranno sottoscritti dal sindaco Nello Pizza e dalla direttrice della Casa Circondariale, Mariarosaria Casaburo. “Il lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari rappresenta uno strumento fondamentale di rieducazione, recupero e reinserimento sociale - si sottolinea nelle delibere - anche come forma di riparazione che il condannato pone in essere a beneficio della collettività”, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva e recuperare alla comunità chi ha scontato la propria pena.