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di Katiuscia Guarino

Il Mattino, 24 marzo 2025

Una inchiesta è stata aperta dalla Procura di Avellino sulla morte di un detenuto di 48 anni all'interno della sua cella nel carcere del capoluogo irpino. A fare la scoperta, nella tarda serata di ieri, sono stati gli agenti penitenziari che hanno tentato di rianimarlo in attesa dell'arrivo dei sanitari del 118. Il detenuto, tossicodipendente, era originario di Montoro (Avellino) e stava scontando una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. La salma, su disposizione della Procura, è stata sequestrata.  Il nuovo decesso accende un ulteriore faro sulle problematiche del penitenziario che più volte i sindacati hanno messo in evidenza: la gestione dei detenuti con problematiche di salute o con dipendenze patologiche.

Come più volte sottolineato in precedenti interventi dal consigliere nazionale dell’Osapp, Emilio Fattorello, “la frequenza dei decessi dietro le sbarre per presunti aspetti naturali hanno bisogno di un approfondimento e dettagliato esame del fenomeno. La morte di un detenuto è una sconfitta per tutti coloro che orbitano nel complesso e tumultuoso universo penitenziario”.

Proprio la segreteria generale dell’Osapp ha chiesto approfondimenti anche in merito al decesso del 27enne napoletano Ciro Pettirosso avvenuto lo scorso mese. “La morte di un detenuto, per qualsiasi causa, lascia segni indelebili sia nei compagni di detenzione sia negli operatori tutti”, ha ribadito la scorsa volta il consigliere Fattorello. Sono, dunque, due i decessi registrati nel penitenziario avellinese dall’inizio dell’anno.