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thewam.net, 7 dicembre 2019


Potrà ora essere curato in una struttura specialistica. Il 60enne, A.P., originario del napoletano ma detenuto ad Avellino, sta scontando nove anni di carcere per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L'uomo, malato di cancro, non ha una casa dove tornare e l'unica familiare reperibile non vuole saperne nulla di lui. Così i domiciliari non potevano essere una soluzione adeguata per garantirgli cure fondamentali per la sua sopravvivenza. Il magistrato di Sorveglianza, Maria Bottoni, ha disposto che la direzione sanitaria del carcere trovi al 60enne una struttura adeguata a curarlo.

A doverla trovare sarà l'Uepe (Ufficio per l'esecuzione penale esterna) di Avellino L'avvocato dell'uomo, il legale Alberico Galluccio, ha scritto una lettera per chiedere aiuto.

"Questo signore di sessant'anni sta espiando una pena per reati commessi nel lontano 1991. Dopo alcuni anni di detenzione ha iniziato ad accusare forti dolori all'addome... gli è stato diagnosticato un adenocarcinoma infiltrante del terzo distale dell'esofago. Con questa malattia non può ricevere cure adeguate e non ha un domicilio dove potersi curare adeguatamente.

Con questa mia lettera vorrei avere la possibilità di sensibilizzare qualche anima buona per poter permettere al mio assistito di trovare un luogo dove andare per potersi curare adeguatamente. Nel ringraziarla per l'attenzione mi auguro di riuscire nel mio intento e donare una speranza a una persona che soffre".