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di Katiuscia Guarino

Il Mattino, 13 giugno 2025

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori sul decesso del detenuto: il malore improvviso, ma anche eventuali negligenze o circostanze esterne che possano aver influito sul tragico epilogo. Interviene il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso del detenuto napoletano, Ciro Pettirosso, trovato morto nel carcere di Avellino. Il guardasigilli ha risposto all’interrogazione del parlamentare Aboubakar Soumahoro. È stata “acquisita, tramite il Dipartimento degli Affari di Giustizia, la relazione dell’autorità giudiziaria competente, trasmessa con nota del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Avellino”, precisa Nordio. Il 36enne fu rinvenuto senza vita nella sua cella lo scorso 7 febbraio. “Le cause del decesso del detenuto sono in corso di accertamento”, sottolinea Nordio.

E aggiunge che è stato richiesto un “contributo informativo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap)”. Ciò per rispondere alle domande relative alla dinamica dei fatti e allo stato generale delle carceri. In riferimento alla vicenda di Pettirosso, il parlamentare aveva chiesto nell’interrogazione presentata lo scorso 12 febbraio di “far piena luce su quanto accaduto e su eventuali gravi inadempienze del personale in servizio presso la casa circondariale di Avellino”. Nordio ha sottolineato che “in attesa degli esiti del procedimento penale, l’Amministrazione avrà cura di monitorare gli sviluppi della vicenda processuale, per adottare eventuali provvedimenti di competenza”. Inoltre, la Direzione generale dei detenuti e del trattamento, lo scorso 14 febbraio, “ha dato incarico al Provveditorato regionale di Napoli di procedere ad approfondita indagine volta a ricostruire cause, circostanze e modalità dell’evento. Si è in attesa di ricevere i relativi esiti”.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori sul decesso del detenuto: il malore improvviso, ma anche eventuali negligenze o circostanze esterne che possano aver influito sul tragico epilogo. La famiglia del detenuto punta il dito contro la gestione sanitaria del carcere di Bellizzi Irpino. Secondo quanto dichiarato dal fratello Francesco, Ciro Pettirosso sarebbe morto “a causa dell’incapacità del personale medico presente all’interno del carcere” che avrebbe “sottovalutato la sua condizione. Ciro era affetto da una grave forma di diabete. Non faceva uso di sostanze stupefacenti”, ma avrebbe “ricevuto una somministrazione errata di insulina”.

Relativamente al sistema sanitario, il ministro Nordio precisa che “seppure la problematica relativa all’assistenza sanitaria all’interno degli istituti di reclusione esuli totalmente dalle prerogative del ministro della Giustizia l’amministrazione, al fine di garantire percorsi di cura il più possibile appropriati e celeri, si è da sempre adoperata potenziando la sinergia fra il sistema della giustizia, le aziende sanitarie e gli enti locali”. Sulle criticità del carcere, il ministero ha messo in campo delle specifiche misure “per cercare di risolvere difficoltà e problematiche risalenti nel tempo”. C’è inoltre un monitoraggio nel carcere di Avellino su camere e spazi di detenzione. Presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino sono presenti 553 detenuti (34 donne e 519 uomini), rispetto a una capienza pari a 500 posti, rilevandosi una percentuale di affollamento pari al 119,44 per cento. Ad Avellino “ogni detenuto risulta avere a disposizione uno spazio di vivibilità superiore ai tre metri quadrati”, scrive Nordio. Intanto, il sottosegretario Ostellari rispondendo all’interrogazione della senatrice del Pd, Valeria Valente, presentata nell’Aula del Senato, annuncia che l’Icam di Avellino non verrà chiuso.

“Non ha spiegato - evidenzia Valente - le ragioni del comportamento quantomeno ondivago del ministero della Giustizia, che nei mesi scorsi ha trasferito alcune detenute dall’istituto campano a quelli del Nord Italia, senza motivo. Gli istituti a custodia attenuta per le detenute madri in Italia sono troppo pochi, bisognerebbe incrementare il loro numero e riuscire a dislocarli su tutto il territorio nazionale”.