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di Vinicio Marchetti

avellinotoday.it, 4 ottobre 2025

Al Circolo della Stampa focus sulle principali emergenze del sistema penitenziario italiano: “Da troppi anni non si è avuta la possibilità né la capacità di rivedere organicamente l’intero sistema giudiziario”. Questa sera, presso il Circolo della Stampa di Avellino, in Corso Vittorio Emanuele, si è tenuto il convegno dal titolo “Le problematiche carcerarie attuali”, un appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo politico, giuridico e dell’associazionismo per discutere delle condizioni del sistema penitenziario italiano e delle prospettive di riforma. A introdurre i lavori è stata Sonia Lombardo, mentre a moderare l’incontro la dottoressa Rosa Criscuolo.

Tra gli interventi, quello del magistrato Giuseppe Cioffi, che ha definito l’emergenza carceraria parte di una questione più ampia: “Quella che voi chiamate emergenza, che in realtà allargherei un po’ di più: l’emergenza giudiziaria italiana è anche l’emergenza della sicurezza, l’emergenza di ripensare le istituzioni e le metodologie”. Cioffi ha sottolineato la necessità di un approccio nuovo: “Con almeno trent’anni di ritardo, bisogna rivedere e riorganizzare tutto con criterio, perché abbiamo un problema di sicurezza che riguarda anche la presenza, ormai da quarant’anni, di un numero enorme di cittadini extracomunitari arrivati in Italia”.

Un’analisi severa anche da parte dell’onorevole Carmela Rescigno, che ha definito l’attuale condizione carceraria una normalità più che un’eccezione: “Secondo me, parlare oggi di emergenza carceraria è quasi superfluo, perché ormai si tratta di una condizione che è diventata la normalità”. Rescigno ha evidenziato le principali criticità: “Il sistema penitenziario vive una forte emergenza sotto diversi punti di vista: da quello sanitario alla carenza di personale, fino al problema del sovraffollamento”.

Francesco Urraro: “Serve garantire dignità e rieducazione” - Il consigliere avvocato Francesco Urraro, vicepresidente del Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire dignità ai detenuti: “Ormai l’emergenza carceraria è diventata un’atavica tradizione distorta. Si tratta di questioni già attenzionate da una giurisprudenza nota, a partire dalla sentenza Torreggiani: gli spazi, le strutture, ma soprattutto, sotteso a tutto, il valore e la dignità dell’uomo e della persona”.

Urraro ha ricordato che il carcere non può prescindere dal principio costituzionale di rieducazione e ha rimarcato il ruolo del lavoro come strumento di reinserimento: “È ormai chiaro che chi non ha un lavoro, nel 98% dei casi, tende a reincorrere nella delinquenza”.

Un confronto aperto sul futuro delle carceri italiane - Il convegno, a cui hanno preso parte esponenti del mondo politico, accademico e associativo - tra cui il senatore Sergio D’Elia, Sabino Morano, l’avvocato Giovanna Perna, il giornalista Luigi Mercogliano, l’avvocato Gerardo Di Martino e l’avvocato Giulia Cavaiuolo - si è configurato come un’occasione di confronto su un tema centrale e irrisolto del dibattito pubblico: il futuro delle carceri italiane.