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di Pierluigi Melillo


La Repubblica, 11 gennaio 2022

 

È accaduto a Bellizzi in provincia di Avellino. In fuga un cittadino marocchino e un rumeno, mentre un uomo di origine albanese è stato subito catturato. Si sono calati dalla cella con delle lenzuola annodate dopo aver effettuato un foro nella parete. Come in un film la fuga di tre detenuti nella notte dal carcere di Bellizzi Irpino, situato alla periferia est della città capoluogo. A scappare, secondo le prime informazioni, sono stati tre detenuti stranieri che erano ristretti nella prima sezione penale.

Due detenuti, un rumeno e un marocchino, sono ancora in fuga mentre un albanese è stato catturato mentre si trovava ancora all'interno del muro di cinta. A dare l'allarme sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria. Nel corso delle ricerche un'auto rubata sarebbe stata intercettata nella notte nel territorio di Luogosano da una pattuglia impegnata nel servizio di vigilanza sul territorio.

Potrebbe essere stata utilizzata per un primo tragitto dagli evasi. Indagini in corso da parte delle forze dell'ordine che hanno già effettuato un primo sopralluogo all'interno del penitenziario avellinese. I fuggitivi avrebbero forato il muro della cella e guadagnato l'esterno calandosi con lenzuola annodate. È scattata subito una maxi operazione delle forze dell'Ordine e della Polizia Penitenziaria con posti di blocco e controlli a bus e treni. Ed è polemica, intanto, con il sindacato che lancia accuse pesanti.

"Non servono studi accademici come quelli voluti dalla Ministra Cartabia per dire che i detenuti vanno rieducati offrendo loro telefonini, lavoro e umanizzazione della pena, che già esistono nel vigente ordinamento penitenziario. Senza pensare di dotare la polizia Penitenziaria idonee risorse umane e strumentali significa essere miopi rispetto a chi fa spregio delle leggi e delle regole penitenziarie e favorire colpevolmente evasioni e disordini ormai all'ordine del giorno".

Così, in una nota, il presidente del sindacato di Polizia Penitenziaria Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale della Campania, Ciro Auricchio, commentano l'evasione avvenuta la scorsa notte ad Avellino. "Spiace - sottolineano - l'assordante silenzio in cui vengono lasciati gli agenti che restano troppo spesso gli unici a pagare senza avere colpe sullo stato di sicurezza delle carceri. È da tempo che denunciamo lo stato di abbandono delle carceri in Campania sia in termini di personale mancano 600 agenti di polizia penitenziaria in regione sia in termini di strumenti tecnologici avanzati", concludono i due sindacalisti.