di Anita Musto
avellinotoday.it, 9 ottobre 2025
Nel reparto femminile della Casa Circondariale di Avellino è stata inaugurata una piccola palestra con l’essenziale per allenarsi. Un gesto che parla di umanità e di attenzione verso i detenuti e le detenute. Nella nostra società, che spesso definiamo “civile”, a pensarci bene di civiltà ce n’è ben poca. Riteniamo - non senza una bella dose di presunzione - di essere evoluti, di guardare al futuro, di marciare uniti verso il progresso. Ma spesso questo non accade. E ce ne rendiamo conto, ad esempio, quando solo poco fa alle detenute del carcere di Bellizzi è stato offerto uno spazio per la salute fisica (oltre che per quella mentale) che avrebbe dovuto essere loro garantito da tempo. Meglio tardi che mai.
Una piccola stanza con qualche attrezzo per fare ginnastica - una cyclette, un tapis roulant, un paio di step - è l’ultima novità nel reparto femminile della Casa Circondariale di Avellino. Un luogo in cui le detenute possono sentirsi di nuovo esseri umani, recuperare un briciolo di “normalità” e di benessere. Perché il carcere dovrebbe essere questo: uno spazio di rieducazione, non di punizione. Concretizzare il progetto è stato possibile grazie a Soroptimist International, un club di servizio che - tra le altre cose - si impegna ogni giorno al fianco delle donne con iniziative concrete, che coinvolgono anche chi è dietro le sbarre. Questo vuol dire inclusione: comprendere tutti.
Il modo in cui consideriamo i detenuti e le detenute fa del carcere il luogo che è. Ed essi sono esseri umani, non bestie, né numeri, né alieni. Sono fatti allo stesso modo di chi scrive e di chi legge questo articolo, con gli stessi diritti e con gli stessi bisogni. La stanza dalle pareti chiare, le tende gialle e il pavimento blu parla di un mondo che può evolversi verso la direzione giusta. Terenzio, commediografo latino del II secolo a. C., ha scritto “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. La frase si può tradurre in questo modo: “Sono un uomo e tutto ciò che è umano mi riguarda”. Forse gli antichi non erano poi così incivili.











