di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 18 settembre 2025
L’attivista ha presentato il libro “Pucundria” della scrittrice e sceneggiatrice Maria Rosaria Selo. L’attivista per i diritti Francesca Pascale fa tappa nel carcere di Avellino per lanciare il suo appello alla politica: “Bisogna trovare subito soluzioni concrete per rendere più dignitosa la vita dei detenuti e garantire misure che evitino l’isolamento dei reclusi dalle famiglie”. Ieri mattina la visita nella casa circondariale di Bellizzi Irpino in occasione della presentazione del libro “Pucundria”, della scrittrice e sceneggiatrice Maria Rosaria Selo.
L’appuntamento si è trasformato in un momento di confronto sul tema della dignità della vita detentiva. Pascale ha rivolto un appello alla politica, affinché vengano adottati provvedimenti per rendere più dignitosa la vita dei detenuti, sottolineando l’importanza di scongiurare l’allontanamento dalle famiglie. Secondo Pascale non è “necessario trasferire i reclusi in carceri lontane per scontare la pena”. “Grazie al garante regionale Samuele Ciambriello ho iniziato a conoscere meglio la realtà delle carceri spiega Francesca Pascale.
La politica deve unirsi per fare proposte serie, dignitose e garantire maggiore rispetto verso il territorio meridionale. Il Sud spesso paga un prezzo più alto rispetto al Centro e al Nord Italia. I detenuti - sottolinea - devono lasciare la propria regione per scontare la pena, determinando così un disastro familiare. Questo allontanamento dalle famiglie aggiunge sofferenza a condizioni già difficili e, in certi casi, disumane. Credo che questo non sia il modo giusto per affrontare la criminalità o i problemi legati alla detenzione”.
L’autrice di “Pucundria”, Maria Rosaria Selo, che ha condotto laboratori di scrittura con le detenute del carcere di Pozzuoli, ha portato la sua esperienza raccontando le storie di ciascuna di loro. Per la scrittrice, la cultura rappresenta un’occasione di riscatto e di costruzione di una vita migliore. Il suo libro entrerà a far parte della nuova biblioteca inaugurata due giorni fa nella sezione femminile del carcere.
“Esiste la possibilità di un’esistenza al di fuori delle sbarre sottolinea la scrittrice di recuperare, di trovare in sé la forza per ricominciare e costruire una vita nuova e diversa”. È questo il messaggio che l’autrice affida al suo libro, che racconta la storia di due donne, un’agente e una detenuta, accomunate dall’essere state entrambe vittime di violenza. A ispirare l’autrice le storie vere delle detenute di Pozzuoli quando ha svolto i laboratori di scrittura. “Ho conosciuto tante storie, mille sofferenze rimarca Selo.
Donne piene di lacrime, che vivono ai margini, al limite della società. Donne che portano il carcere dentro di sé molto prima di essere detenute, perché vivono in una realtà distopica e terribile. In certe condizioni, è facile sbagliare”. A moderare l’incontro di ieri mattina, Arcangelo Zarrella responsabile dell’area trattamentale del carcere.
Sono intervenuti, oltre Pascale e Selo, anche la vicedirettrice del penitenziario Samuela Scardino, il magistrato di sorveglianza Francesca De Marinis, l’avvocato Giovanna Perna presidente del comitato per le pari opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, la direttrice dell’Uepe Marilena Guerriera e il dirigente sanitario Antonio Pierni.
Intanto, il garante regionale per i diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello, interviene sull’emergenza relativa alla presenza di detenuti psichiatrici. “Servono subito nuovi psichiatri e specialisti dice Ciambriello. E serve l’istituzione dell’unità per la salute mentale e la riapertura delle tre articolazioni psichiatriche chiuse”. Tra queste quella del penitenziario di Sant’Angelo dei Lombardi.











