di Andrea Fantucchio
thewam.net, 21 dicembre 2019
Respinta la richiesta di archiviazione. Imputazione per la ragazza che fu arrestata con lui. Il Gip, Marcello Rotondi, ha disposto l'imputazione coatta per Rosa Manzo, che fu arrestata con Carmine Taccone, 30enne originario di Avellino, morto in carcere la notte di Natale del 2017 a causa di una overdose da metadone.
Il sostituto procuratore, Paola Galdo, aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine. La famiglia del giovane si è opposta grazie all'assistenza legale dell'avvocato Maria Giovanna De Guglielmo. Nell'opposizione si ripercorrono i momenti precedenti al decesso e ci si focalizza su tanti punti d'ombra che ci sono intorno a quella notte.
Chi ha somministrato la dose di metadone letale a Carmine? Quando è avvenuta quella somministrazione? Il protocollo sanitario, seguito al momento dell'arrivo in carcere, è stato adeguato? Ora la ragazza, per la quale c'è stata l'imputazione coatta, dovrà difendersi in aula. Nei suoi confronti sono ipotizzati i reati di cessione di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato.
Il magistrato - nel documento che motiva la sua decisione - precisa come l'opposizione, presentata dall'avvocato della famiglia Taccone, vada intesa come una denuncia. E quindi possa spingere il Pm a effettuare nuove indagini su aspetti non presi adeguatamente in considerazione fino a ora.










