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avellinotoday.it, 2 novembre 2026

Il Garante campano porta in città “Lettere al Garante”, raccolta delle voci dei detenuti tra paure, speranze e diritti negati. Samuele Ciambriello - Garante campano delle persone private della libertà personale - presenta martedì 3 novembre alle 10:30 al Circolo della Stampa di Avellino il libro “Lettere al Garante. Voci dal carcere tra diritti negati, paure e speranze”, pubblicato da IOD Edizioni nella collana Cronisti scalzi. L’appuntamento si svolge in Corso Vittorio Emanuele II 6 e nasce grazie all’organizzazione del Garante provinciale di Avellino, Carlo Mele, d’intesa con la Diocesi, per accendere i riflettori sulle condizioni di vita negli istituti penitenziari.

Il volume: le lettere dei detenuti tra diritti negati e speranze - Il libro raccoglie decine di lettere scritte da detenuti e detenute, ordinate per temi: violenza e maltrattamenti, sovraffollamento, territorialità della pena e diritto agli affetti, salute, tempi della magistratura di sorveglianza, solitudine e rischio suicidario, genitorialità. Ciambriello era già intervenuto sull’argomento quattro anni fa con Carcere - Idee, proposte e riflessioni. Stavolta la parola passa a chi sta dentro, nella convinzione, ribadita nel libro, che “chi sbaglia non deve pagare, deve cambiare”.

Una delle lettere racconta: “Nella mia stanza siamo in sette. Le stanze non sono strutturate per ospitare tale numero di persone. Trascorro quasi tutta la giornata chiuso senza fare nulla. Questo carcere annienta i diritti e la dignità di un essere umano”.

Sovraffollamento e condizioni critiche dei penitenziari italiani - I numeri citati dall’autore descrivono una situazione al limite. Le carceri italiane ospitano oltre 64.000 detenuti, circa 19.000 in più rispetto alla capienza regolamentare. Tra loro ci sono oltre 21.000 stranieri, quasi 20.000 persone con problemi di tossicodipendenza e circa 4.600 con disturbi mentali. In Campania i reclusi sono 8.016, quasi 2.000 oltre i posti disponibili: 2.013 sono tossicodipendenti e 565 hanno problemi psichiatrici.

“Non possiamo continuare a considerare normale ciò che normale non è”, afferma Ciambriello. Secondo il Garante, sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà nell’assistenza sanitaria e psicologica e insufficienza delle misure alternative rendono sempre più difficile garantire condizioni rispettose della dignità umana e della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Da qui l’appello a politica, magistratura di sorveglianza, amministrazione penitenziaria e società civile: “Occorre intervenire subito. Non con misure emergenziali, ma con scelte strutturali e coraggiose che mettano al centro la persona, la sicurezza collettiva e il reinserimento sociale”.

L’impegno di Samuele Ciambriello e le voci dal territorio - Ciambriello è giornalista, docente universitario e operatore del privato sociale. Lavora accanto ai detenuti dagli anni Ottanta, con percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, attività culturali e progetti educativi. La collana che ospita il libro è dedicata alla memoria di Giancarlo Siani. La prefazione è di Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, che definisce il volume “un piccolo atto rivoluzionario, che apre uno squarcio nel muro dietro cui è nascosta l’esecuzione della pena detentiva e restituisce dignità a chi è senza voce”. Alla presentazione, con l’autore, intervengono Antonio De Feo, referente per il volontariato in carcere della Diocesi di Avellino, padre Marco Masi, cappellano, Fabio Benigni, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, Samuela Scardino, vice direttrice del carcere di Bellizzi Irpino, Fausto Picone, presidente della Provincia di Avellino, e Carlo Mele, Garante provinciale. Il Garante conclude il suo appello con una domanda: “Se non ora, quando?”.