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di Vinicio Marchetti

avellinotoday.it, 29 dicembre 2023

Alla Vigilia di Natale, un’ombra di tristezza ha oscurato il carcere di Bellizzi ad Avellino, dove un giovane detenuto, un 31enne di Salerno, è stato trovato senza vita. Gli agenti penitenziari, prontamente allertati dai detenuti, hanno immediatamente messo in atto le procedure necessarie, ma non c’è stato nulla da fare. La notizia della morte è giunta a poche ore dal Santo Natale, aggiungendo un peso emotivo ulteriore a un periodo già delicato per chi è privato della libertà. Mentre le indagini sono ancora in corso per determinare la causa precisa del decesso, la comunità carceraria si stringe attorno alla famiglia del giovane, condividendo il dolore di questa perdita improvvisa.

“Quello che è avvenuto ci ha scosso profondamente”, afferma la direttrice del carcere di Bellizzi, la dott.ssa Rita Romano. “Queste cose non dovrebbero mai accadere. Sulle cause non mi pronuncio. Attendiamo il verdetto dell’autopsia. Recentemente, durante una riunione con il provveditore, il direttore generale dell’ASL, il dottor Ferrante, e i responsabili della salute mentale, sono state discusse le disposizioni.

Si è assunto l’impegno di inviare un ufficiale, dato che mancava completamente, e di fornire operatori specializzati per gestire i detenuti tossicodipendenti. Inoltre, sono stati promessi specialisti come dermatologi e cardiologi, considerando la difficile situazione del nucleo di traduzioni che non può reggere il peso di trasportare detenuti all’esterno in modo continuo”. Il contesto della reclusione spesso amplifica le difficoltà emotive e psicologiche dei detenuti, rendendo ancora più palpabile l’importanza del supporto sociale e psicologico nelle strutture carcerarie. Purtroppo, in questo caso, si trattava di un detenuto con problemi di tossicodipendenza.

La notizia della morte del detenuto richiama l’attenzione sull’urgenza di affrontare le sfide legate alla salute mentale e al benessere all’interno del sistema penitenziario. “Dobbiamo attendere domani, quando avrà luogo l’autopsia; solo in seguito sapremo se questa tragedia si poteva evitare”, aggiunge il Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello. “Noi, quest’anno in Campania, abbiamo avuto cinque suicidi e sei decessi le cui cause sono ancora in corso di accertamento. La morte è già, di per sé, un dolore. Tutto questo è aggravato ulteriormente dal fatto che, ogni giorno, constatiamo che nel nostro paese si continua a “morire di carcere”. Meglio prevenire che curare. Dobbiamo riflettere di più sulla tutela e la dignità della persona. Nel caso specifico di questo detenuto, un 31enne di Salerno, domani sapremo l’esito dell’autopsia. Io chiedo giustizia e verità”.