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avellinotoday.it, 19 febbraio 2025

Si è svolta ieri presso il Tribunale di Avellino una nuova udienza relativa al suicidio in carcere di Luigi Della Valle, il detenuto che nell’estate del 2017 si tolse la vita nella sua cella all’Istituto di Reclusione di Avellino. Il processo, che si protrae da anni, continua a essere al centro dell’attenzione per le implicazioni sulla gestione della salute mentale nelle carceri italiane. Durante l’udienza l’avvocato di parte civile, la penalista Rosaria Vietri, e il Pubblico Ministero Luigi Iglio, hanno discusso, affrontando i nodi ancora irrisolti della vicenda. La difesa del medico del carcere di Bellizzi Irpino, accusato di omicidio colposo, aveva già ribadito che il professionista ha agito secondo i protocolli previsti e che non vi sarebbero state negligenze nel trattamento di Della Valle.

Dall’altro, l’avvocato della famiglia del detenuto, Rosaria Vietri, ha insistito sulla presunta sottovalutazione delle condizioni psichiatriche del detenuto, evidenziando il mancato intervento preventivo nonostante i precedenti tentativi di suicidio. “È assurdo che un detenuto con bisogni umani sia stato completamente ignorato. L’imputato aveva il dovere di essere presente e vigilare. L’omissione della sua squadra è stata determinante ai fini della tragedia. Della Valle è stato abbandonato a se stesso. Oggi doveva emergere che il detenuto è stato solo riempito di antidepressivi e, purtroppo, nel luglio del 2017, ha deciso di togliersi la vita, lasciando tre figli. Io chiedo che l’imputato venga condannato per le responsabilità oggettive legate alla sua condotta”.

Il Pubblico Ministero ha chiesto l’assoluzione - La difesa del medico del carcere ha inoltre sostenuto che il professionista non poteva prevedere con certezza il gesto estremo di Della Valle e che la gestione delle visite specialistiche e dei trattamenti farmacologici avveniva secondo le procedure standard. Tuttavia, l’accusa nonostante, nel corso del dibattimento, abbia messo in discussione l’efficacia di tali procedure, sottolineando come Della Valle fosse un soggetto ad alto rischio che avrebbe richiesto un’attenzione maggiore da parte degli operatori sanitari del carcere, ha chiesto l’assoluzione degli imputati perché il fatto non sussiste. La prossima udienza è attesa per il 12 marzo e, in quell’occasione, sarà anche emessa la sentenza.