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di Nicola Rosselli

Il Mattino, 5 marzo 2025

Un corso di studi nel settore tecnologico alla casa circondariale di Aversa. È lo scopo del progetto avviato dall’istituto “Carlo Andreozzi” per l’istruzione per detenuti. A tale scopo, a partire dal prossimo anno scolastico, il carcere “Filippo Saporito” di Aversa ospiterà infatti un nuovo corso di studi specifico. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di Caserta, vedrà l’istituto tecnico Statale “Carlo Andreozzi” impegnato nell’offrire formazione professionale ai detenuti, con particolare attenzione all’inclusione e alla cittadinanza attiva.

Il corso, indirizzato a Costruzioni, ambiente e territorio, si articolerà in tre periodi didattici e si concentrerà, in particolare, sulla tecnologia del legno nelle costruzioni. Questo permetterà ai detenuti di acquisire una certificazione necessaria per l’accesso al secondo biennio degli istituti tecnici, fornendo loro competenze concrete in un settore in continua evoluzione. Il legno, materiale antico ma sempre più utilizzato nell’edilizia moderna, sarà al centro del percorso formativo, offrendo agli studenti la possibilità di diventare figure professionali qualificate nella realizzazione, conservazione e trasformazione di opere civili in legno.

Secondo la dirigente scolastica Anna Lisa Marinelli, questo progetto rappresenta una vera occasione di riscatto per i giovani detenuti tra i 18 e i 25 anni: “Per molti, studiare in maniera organizzata potrebbe dare un senso - dice - a un’esperienza difficile come la privazione della libertà. Lo studio può diventare un’opportunità di trasformazione, di riflessione, la possibilità di riprendere in mano la propria vita e guardare al futuro con una nuova prospettiva”.

L’insegnamento sarà basato su metodologie didattiche innovative e adattabili alla particolare realtà carceraria. Le lezioni seguiranno un approccio modulare, con strategie di apprendimento flessibili che possano rispondere alla variabilità della popolazione detenuta. Tra le attività previste: alfabetizzazione informatica e linguistica, laboratori di disegno assistito al computer (Cad), attività Stem, making, debate e coding, lettura di testi e confronto di esperienze di vita.

“Queste metodologie - affermano gli organizzatori - non solo forniranno competenze tecniche, ma aiuteranno anche i partecipanti a sviluppare capacità di riflessione critica e orientamento esistenziale. L’istruzione in carcere non è solo un’opportunità di apprendimento, ma un vero e proprio strumento di cambiamento personale e sociale. Offrire ai detenuti un’educazione di qualità significa dare loro una possibilità concreta di reinserirsi nella società con nuove competenze e una rinnovata autostima”. L’iniziativa dell’istituto “Andreozzi” si pone dunque come un progetto ambizioso, che mira non solo alla formazione professionale, ma anche alla costruzione di una nuova immagine per i detenuti.