agenzianova.com, 28 luglio 2019
Il Bahrein ha giustiziato oggi tre persone condannate in due casi distinti, uno per "terrorismo" e per aver ucciso un ufficiale di polizia, e il secondo per l'omicidio di un imam. Due dei giustiziati sarebbero gli attivisti sciiti Ali al Arab e Ahmed al Malali, condannati a morte nel 2018 in un processo che ha coinvolto 56 persone, tutti condannati al carcere con pene da 15 anni all'ergastolo per terrorismo.
Il procuratore generale di Manama Ahmed al Hammadi in una nota ha affermato che due persone condannate per reati di terrorismo sono state anche accusate di possesso di esplosivi e armi da fuoco a fini terroristici. Il procuratore ha omesso l'identità e l'appartenenza religiosa dei tre giustiziati. Secondo l'agenzia di stampa del Bahrein "Bna", le due persone giustiziate per terrorismo facevano parte di un'organizzazione composta da almeno dieci membri di nazionalità straniera - iraniana, irachena e tedesca - dozzina di membri dall'estero in Iran, Iraq e Germania e 40 cittadini bahreiniti. Secondo la "Bna", l'organizzazione si stava preparando a commettere una serie di attacchi terroristici nel regno.
Gli attacchi armati previsti includevano l'attacco contro un centro di detenzione avvenuto nel gennaio 2017, costato la vita ad una guardia carceraria e che ha concesso l'evasione di 10 detenuti. Il Bahrein accusa principalmente l'Iran di alimentare le divisioni e la lotta armata nel regno dove la popolazione a maggioranza sciita è governata da una monarchia sunnita.
Ieri diverse organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch hanno esortato Manama a sospendere l'esecuzione d Al Arab e Al Malali, considerati come attivisti, osservando che le loro confessioni sarebbero state ottenute sotto tortura. Le autorità hanno negato le accuse di tortura e repressione dell'opposizione e affermano di proteggere la sicurezza nazionale dai terroristi.










