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di Tania Careddu

La Repubblica, 24 maggio 2026

Fischio d’inizio nella casa circondariale di Caltagirone, è cominciata oggi la decima edizione della Partita con mamma e papà che trasforma gli istituti penitenziari in luoghi di gioco, incontro e relazioni tra genitori detenuti e figli, promossa dall’associazione Bambini senza sbarre Ets, in collaborazione con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, per sostenere il diritto dei più piccoli alla continuità nel rapporto con i genitori, sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Partita con mamma e papà in ventisei carceri italiane. Con la maglia ‘I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini’, in gioco nell’edizione 2026, ventisei carceri, con nuove partecipazioni da nord a sud dell’Italia, la partita rappresenta l’epilogo di un lavoro sviluppato negli istituti penitenziari che coinvolge famiglie e operatori e prosegue con i Gruppi di parola tra detenuti per scambiare esperienze ed emozioni. Non solo un evento sportivo e ludico per restituire a genitori e figli un momento di quotidianità oltre i muri di coercizione, la partita è un gesto collettivo di responsabilità e attenzione, capace di ridare dignità alle relazioni familiari, di mettere al centro le esigenze dei più piccoli e per contrastare stigma e isolamento sociale. Nato nel 2015 e iniziato con l’adesione di dodici istituti penitenziari, cinquecento bambini e duecentocinquanta padri detenuti, in dieci anni il progetto ha coinvolto quasi 24mila bambini e familiari.

La Partita in Europa. Riconosciuta come una buona pratica, l’iniziativa è stata mutuata e dal 2024 la partita è scesa in campo anche in Europa con il progetto Game with Mum and Dad, operato da Bambini senza sbarre per conto di Cope: nel corso di due edizioni, sono state disputate trentotto partite in dieci Paesi europei, in cui sono circa due milioni e mezzo i bambini che vivono l’esperienza dei genitori in prigione, centomila in Italia. “Questi bambini vivono in silenzio il loro segreto del genitore recluso per non essere stigmatizzati ed esclusi”, dice la presidente dell’associazione italiana, Lia Sacerdote.

Spazio Giallo. Tra le iniziative di Bambini senza sbarre, la creazione di uno Spazio giallo, un luogo di ascolto e sostegno psicologico ai bambini che entrano in carcere quotidianamente per incontrare i genitori. Interfaccia di mediazione tra il mondo dentro e fuori dalle mura, Spazio giallo è diventato un sistema integrato che prevede l’adozione di particolari linee guida per il sostegno al nucleo familiare e per l’accoglienza al bambino che varca la soglia del carcere per incontrare il genitore e un programma di formazione per polizia penitenziaria e operatori.

L’impatto sulle carceri. Partita con mamma e papà e Spazio Giallo sono strumenti che incidono anche sul carcere, coinvolto a muoversi in ogni settore: la presenza periodica dei bambini nelle case circondariali si è dimostrata uno dei fattori di cambiamento delle istituzioni.