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di Mattia Aimola

Corriere della Sera, 7 ottobre 2024

Il presidente Collarino: “Colpa di intoppi burocratici. Se va avanti così, la situazione non può che peggiorare. Faccio appello a tutte le forze sociali e politiche perché ci diano una mano per superare questo periodo difficile”. Un intoppo burocratico sta mettendo in ginocchio il Banco Alimentare, l’associazione che da oltre 30 anni distribuisce cibo alle persone in difficoltà in tutta Italia. È Salvatore Collarino, presidente della sezione piemontese, a denunciare una situazione sempre più drammatica, dovuta in particolare ai ritardi di approvvigionamento dei prodotti Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), finanziata dal Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti), che sono scesi dalle 3.820 tonnellate dei primi 8 mesi del 2023 alle 1.492 tonnellate dello stesso periodo del 2024, un calo del 60%.

Di mezzo ci sono i ritardi dei bandi Agea per la consegna delle derrate alimentari. “A giugno - spiega Collarino - avevamo denunciato il drammatico calo delle entrate di derrate alimentari nei magazzini nei primi 4 mesi del 2024 rispetto al 2023: da 2.592 a 1.370 tonnellate, meno 47,1%. Se guardiamo i dati ad agosto, la situazione purtroppo è stabile: gli approvvigionamenti sono passati dalle 6.766 tonnellate del 2023 alle 4.179 tonnellate di quest’anno, con una diminuzione del 38%. Non possiamo parlare di miglioramento, perché per mantenere un livello minimo di distribuzione alle persone indigenti, nel frattempo abbiamo svuotato il nostro magazzino”.

Il Banco Alimentare, negli ultimi due anni, ha aiutato circa 110 mila persone in Piemonte e ha distribuito 9 tonnellate di cibo, più della metà arrivato proprio da AGEA. Con i numeri attuali, invece, c’è il rischio di andare ampiamente sotto le soglie degli anni precedenti. Questo spiega la gravità della situazione. “A pagare il conto di questi ritardi - continua Salvatore Collarino - che prescindono dalla nostra volontà e non sono risolvibili a livello locale, sono le persone in difficoltà, che stanno ricevendo buste della spesa molto più leggere. Continuiamo a distribuire poco più di 3 chili di alimenti per persona al mese, la metà rispetto ai 6 chili del 2023, solo perché stiamo dando fondo ai nostri magazzini e abbiamo attivato tutti i canali di approvvigionamento alternativi. Ma, se va avanti così, la situazione non può che peggiorare. Ci aspetta un triste Natale”.

Sono i numeri a fotografare un quadro veramente drammatico. Nei primi 8 mesi del 2024, in rapporto allo stesso periodo del 2023, la distribuzione totale da magazzino è diminuita del 32,9%, scendendo da 4.115 a 2.761 tonnellate. I dati della distribuzione sono in netto calo, ma meno drammatici rispetto a quelli delle entrate in magazzino proprio perché vengono utilizzate tutte le scorte disponibili.

“Faccio appello a tutte le forze sociali e politiche - conclude Collarino - perché ci diano una mano per affrontare e superare questo periodo difficilissimo. Mai come quest’anno, la Colletta Alimentare, in programma sabato 16 novembre, sarà fondamentale per riempire i nostri magazzini e per sensibilizzare la cittadinanza rispetto alla povertà dilagante”.