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di Benedetto Orti Tullo

La Sicilia, 22 agosto 2026

Visita nella struttura del sindaco Scolaro e del Partito Radicale. Prima era una struttura psichiatrica. Quattro le priorità individuate su cui intervenire durante la visita istituzionale. Una rete permanente tra il Comune e la Casa circondariale “Vittorio Madia”, per trasformare il dialogo tra istituzioni in strumenti concreti di solidarietà e inclusione. È questo il messaggio lanciato dalla sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, Melangela Scolaro, al termine della visita effettuata all’interno dell’istituto penitenziario insieme alla delegazione del Partito Radicale.

L’iniziativa, che rientra nella tradizionale campagna estiva con cui da circa cinquant’anni i militanti radicali visitano le carceri italiane, ha visto la partecipazione di Silvia De Pasquale e Angelo Catalano, del presidente del Consiglio comunale Raffaella Campo e di Elena Poma, rappresentante del Movimento Città Aperta.

Ad accogliere il gruppo sono stati la direttrice Romina Tajani e il comandante della Polizia Penitenziaria Salvatore Parisi. “Ho ritenuto giusto accogliere l’invito del Partito Radicale - ha dichiarato la sindaca -. Il “Vittorio Madia”, già Ospedale Psichiatrico Giudiziario, è una parte importante del nostro tessuto cittadino. Visitarlo è un’esperienza che non lascia indifferenti e che fa riflettere sull’indefettibile funzione rieducativa della pena”. Scolaro ha inoltre annunciato l’avvio di un confronto per definire protocolli capaci di creare “una stabile connessione tra ente comunale e casa circondariale”. Nel corso del sopralluogo sono emerse le criticità che da anni interessano il penitenziario. Una realtà complessa, aggravata dalla cronica carenza di personale e dalla particolare natura dell’istituto, che ospita detenuti comuni, internati e persone con gravi disturbi mentali.

“L’obiettivo condiviso - ha affermato Raffaella Campo - è offrire la nostra piena collaborazione per contribuire alla risoluzione delle diverse criticità, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze”. Al termine della visita, quattro le priorità rilanciate dal Movimento Città Aperta: la realizzazione di una pensilina e di una sala d’attesa per i familiari, una fermata dell’autobus davanti al carcere con collegamenti potenziati verso la stazione, il rafforzamento del reparto psichiatrico e la nomina del garante dei diritti dei detenuti.