di Manuela Modica
La Sicilia, 12 ottobre 2026
Suicida in carcere. È la tragica fine di Bessem Slimeni, il 21enne tunisino che aveva confessato l’omicidio di Melissa Echevarria, 40enne del Venezuela. Lo scorso 14 agosto il corpo della donna era stato trovato in evidente stato di decomposizione nel cortile di un’abitazione in Via La Farina a Messina. In un primo momento era stata esclusa l’ipotesi che la donna fosse stata uccisa. Le indagini della Mobile di Messina hanno poi chiarito le cause della morte. Un contesto di forte marginalità, e un futile motivo. Slimeni non avrebbe più trovato 100 euro, e attribuendo la mancanza alla donna, l’avrebbe afferrata al collo fino ad ammazzarla. La svolta sulle indagini ha portato all’arresto del tunisino lo scorso 22 settembre.
Il ragazzo era stato arrestato pochi giorni prima dai carabinieri per maltrattamenti nei confronti della moglie, e davanti al gip ha poi ammesso di avere ucciso la venezuelana, spiegando di averlo fatto senza l’intenzione di ucciderla, e di essere andato via dall’edificio in Via La farina, sicuro che la donna fosse ancora viva.
Il corpo di Echevarrìa è rimasto nel cortile della palazzina in centro città a Messia, per alcuni giorni, e il caldo ha velocizzato il processo di decomposizione, tanto che quando è stata poi rinvenuta, l’autopsia sul suo corpo ha presentato inizialmente delle criticità per i medici legali. Sono state poi le immagini delle telecamere di video sorveglianza e alcune testimonianze a permettere agli investigatori di risalire alla dinamica della morte della 40enne.
Il ragazzo era stato trasferito al carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, dove aveva manifestato alcune criticità psicoemotive e per questo era stato messo sotto sorveglianza speciale fino a sabato sera. Ieri mattina, però Slimeni è stato ritrovato senza vita, appeso a un laccio legato alle grate della finestra. Adesso la procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata da Giuseppe Verzera, ha aperto un fascicolo contro ignoti e disposto il sequestro delle cartelle cliniche del tunisino. Mercoledì, invece, verrà conferito l’incarico per l’autopsia. Verzera vuol vederci chiaro sul perché la sorveglianza speciale era stata sospesa.









