di Leonardo Orlando
Gazzetta del Sud, 25 maggio 2025
In precedenza avrebbe compiuto atti di autolesionismo e, con due compagni, danneggiamenti e intemperanze. Suicidio nella notte di ieri, intorno all’una, il secondo in poco più di due mesi all’interno del carcere. Un giovane detenuto si è impiccato, in una cella di isolamento, la numero quattro del terzo reparto nella quale era stato trasferito alcune ore prima, intorno alle 16,30 di venerdì. Per togliersi la vita ha utilizzato un lenzuolo che nel corso della nottata avrebbe legato all’inferriata della finestra. È morto così il giovane poco più che ventenne di nazionalità tunisina che fino al precedente pomeriggio aveva condiviso la cella con altri due detenuti stranieri.
A dare l’allarme il personale in servizio notturno del reparto che, intorno all’una, tra venerdì e ieri, hanno rinvenuto il corpo senza vita. Il giovane, prima di finire verso le 16,30 di venerdì in una cella in isolamento del terzo reparto destinato ai detenuti della casa lavoro, avrebbe compiuto un atto di autolesionismo ferendosi alle braccia, tanto che è stato necessario ricorrere al suo trasferimento nella infermeria del terzo reparto dov’è stato medicato.
In mattinata, lo stesso detenuto aveva manifestato segni di agitazione, dando luogo a comportamenti violenti insieme ad altri due compagni di cella. I tre avrebbero danneggiato arredi nella cella numero 15, rendendo necessario un primo trasferimento all’interno dello stesso reparto. Durante l’ora d’aria nel cortile, i tre detenuti avrebbero poi avuto una reazione aggressiva nei confronti di altri carcerati, situazione che ha rischiato di sfociare in una rissa.
A quel punto, il giovane tunisino è stato collocato in isolamento, dove poi, nel corso della notte, ha compiuto il gesto estremo. Il ragazzo era stato trasferito solo da pochi giorni al carcere di Barcellona, nell’ambito dello “sfollamento” di detenuti dal carcere di Borgo San Nicola di Lecce, uno dei più affollati della Puglia, che di recente aveva vissuto forti tensioni e proteste da parte del personale per le difficili condizioni di lavoro. La salma è stata posta sotto sequestro in attesa dell’autopsia, disposta dalla Procura di Barcellona, guidata dal procuratore Giuseppe Verzera.









