di Emanuele Lentini
brindisireport.it, 3 febbraio 2026
Il tentativo di suicidio si è consumato nelle scorse ore, nel carcere di Bari, dove il 42enne Alberto Villani è detenuto. Mesi fa, prima di una udienza, bevve una sostanza tossica. La morte della donna, picchiata e carbonizzata, risale al settembre 2023. Ha tentato il gesto estremo, nella sua cella del carcere di Bari, dove si trova recluso. Il 42enne Alberto Villani, di San Michele Salentino, ora si trova ricoverato presso il Policlinico del capoluogo pugliese, in condizioni gravissime. L’episodio risale a ieri, domenica 1 febbraio 2026.
L’uomo è a processo, davanti alla corte d’assise di Brindisi, con l’accusa di aver ucciso la madre 71enne, Cosima D’Amato. Il procedimento a carico di Villani, come detto, è tuttora in corso. L’ultima udienza si era tenuta a gennaio, per la riformulazione del capo d’imputazione. La prossima è fissata tra pochi giorni: il 10 febbraio. Per l’uomo era stata disposta la perizia psichiatrica, su richiesta del suo legale, l’avvocato Alessandro Stomeo. Al Ctu - lo psichiatra Elio Serra - era stata richiesto di valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti. L’imputato era stato condotto in carcere poche ore dopo l’omicidio, con l’accusa appunto di aver ucciso la madre. Era il settembre 2023. Alcuni problemi di salute costringono da tempo Villani all’uso della sedia a rotelle. L’uomo, nell’ottobre scorso, non partecipò - se non per pochi minuti - a una udienza del processo a causa di un malore, conseguenza dell’ingestione di una sostanza tossica, ingestione pare volontaria.










