di Francesco De Martino
Quotidiano di Bari, 31 agosto 2024
Sindacati e perfino l’associazione magistrati danno l’allarme da tempo, ma nei penitenziari pugliesi non cambia niente. Dopo anni e anni di assoluto silenzio e omertà -come se il dramma carcerario fosse un’invenzione di certi giornali o di sindacalisti desiderosi di mettersi in mostra - ora all’improvviso squilla con cadenza quasi quotidiana la sirena d’allarme sulla situazione all’interno delle carceri pugliesi, capoluogo in particolare. Ieri è toccato al deputato barese Marco Lacarra parlare di “situazione drammatica, condizioni indegne e personale allo stremo”.
L’avvocato-parlamentare dem ha fatto anche lui, dunque, il giro guidato nell’istituto penitenziario barese - parecchio di moda, in questi ultimi tempi - per circa 3 ore. “La struttura carceraria, che ha quasi un secolo di vita, versa in condizioni di pietosa fatiscenza ed è assolutamente inadeguata per i fini della detenzione. Rispetto ai 260 posti disponibili - ha calcolato Lacarra - sono a oggi presenti 402 detenuti, costretti a condividere in tre/quattro persone spazi angusti e completamente inidonei a garantire igiene e serenità. Le conseguenze di questo sovraffollamento estremo sono terribili e vanno ben oltre i limiti della dignità umana”.
Che ha completato il suo discorso ringraziando “sentitamente” la direttrice e tutti gli operatori che all’interno del carcere svolgono con “grandissimo senso del dovere e in condizioni impossibili un’attività complessa”. Bene, bravo, bis, la morale è che anche per l’on. Marco Lacarra “intervenire immediatamente non è più soltanto un’opzione, ma un dovere civico e morale. A Bari, come in tante altre carceri italiane, i diritti più basilari non sono garantiti e la sicurezza di tutti, detenuti e personale, è messa quotidianamente a rischio. Il Ministro Nordio faccia qualcosa di concreto prima che questa situazione di degrado esploda definitivamente”.
Chissà se l’avvocato-parlamentare immagina che più o meno le stesse considerazioni sono state fatte sentire decine di volte sul sistema carcerario, come se certe metastasi si potessero curare solo con denunce, sit-in e missive al ministro di turno. Inutilmente. Perfino l’associazione Antigone ha sparato ai quattro venti parole e dati ancora più pesanti sugli istituti di pena nostrani, per cui la Puglia è tra le regioni col tasso di sovraffollamento carcerario tra i più elevati d’Italia.
E in un’altra lettera alla Giunta esecutiva sezionale di Bari, l’Associazione nazionale magistrati qualche mese fa ha chiesto di “promuovere iniziative sulla situazione in cui versano gli istituti di pena del distretto”.
Insomma, dati sempre e comunque preoccupanti, senza che nessuno faccia nulla e aspettando solo che si calmino le acque dopo l’ultima aggressione, evasione o suicidio. E intanto negli undici istituti di pena della regione, nei primi quattro mesi di quest’anno s’è registrata la presenza di 3.900 detenuti a fronte di 2.906 posti, con tasso di affollamento medio del 134,2% (media nazionale del 107,4%). In alcuni istituti i tassi sono addirittura più alti, come Lecce (143,5%), Bari (151,9%) e Brindisi (165,8%).
Dati che comportano per la nostra regione un triste primato nazionale, mentre al problema del sovraffollamento si aggiungono arcinote carenze strutturali, aumento di detenuti vulnerabili, tossicodipendenti, senza fissa dimora e in generale persone fragili. E non dovrebbe sfuggire all’ultimo ‘turista carcerario’ - che non dimentica di ringraziare pubblicamente la direttrice-cicerone - l’allarmate dato sui suicidi in carcere, tentazione che spesso coinvolge anche chi lavora in divisa, costretto ai soliti, maledetti turni massacranti per la penuria di personale.
Una condizione, quella delle carceri pugliesi, in contrasto coi principi costituzionali e sovranazionali in materia di detenzione e che si trascina -come detto - da decenni anche nell’istituto di pena del capoluogo. Nell’indifferenza di chi dovrebbe interessarsi e darsi subito da fare per evitare guai ancora peggiori, magari anche senza visite guidate.











