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Gazzetta del Mezzogiorno, 25 gennaio 2023

I primi cinque incontri, ogni mercoledì alle 14 alle 16, partono domani nella prima sezione media sicurezza del carcere circondariale. Altri cinque dal primo marzo. L’arte e la cultura tornano protagonisti in carcere, con l’obiettivo di favorire il riscatto personale e avviare percorsi di reinserimento dei detenuti. Da domani, e poi ancora a partire dal primo marzo, nella Casa circondariale di Bari arriva il laboratorio “Il teatro che ripara. Il teatro che è riparo”, progetto di formazione e accompagnamento alla pratica e alla visione del teatro a cura di Damiano Nirchio-associazione culturale Senza piume, in collaborazione con la cooperativa sociale Crisi. L’iniziativa si inserisce fra le attività del “Laboratorio teatrale urbano”, ideato dal Teatro pubblico pugliese con il Comune di Bari, in collaborazione con la Casa circondariale.

I primi cinque incontri, ogni mercoledì alle 14 alle 16, partono domani nella prima sezione media sicurezza. Gli ultimi cinque prenderanno il via il primo marzo nella seconda sezione media sicurezza, sempre il mercoledì alla stessa ora. Si tratta di due percorsi autonomi di avvicinamento al teatro, spiega il Comune di Bari in una nota, rivolti a dieci partecipanti del circuito della media sicurezza. Nel corso degli incontri saranno prodotti dei brevi testi che i partecipanti condivideranno in una lettura pubblica, di cui saranno anche animatori, rivolta agli altri ospiti della Casa circondariale, al personale interno e a ospiti selezionati su invito, alla quale seguirà un momento di confronto con il pubblico presente.