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di Carlo Testa

Corriere del Mezzogiorno, 18 agosto 2024

La notizia diffusa dai sindacati degli agenti penitenziari. La rivolta scoppiata al primo piano, quello dove si trovano i detenuti per reati comuni. Si è conclusa dopo tre ore. Sembra tornata la calma ma nella serata di venerdì 17 agosto si è temuto il peggio per una rivolta scoppiata nel carcere di Bari. Verso le 20 è arrivato un allarmante comunicato dei sindacati della polizia penitenziaria. Questo: “Gravissimi disordini sono in corso presso la Casa circondariale di Bari. Dalle primissime notizie che ci giungono, alcuni detenuti di una sezione detentiva avrebbero sequestrato un’infermiera e aggredito violentemente l’appartenente alla Polizia penitenziaria in servizio, che cercava di impedirlo. Sarebbero stati richiamati gli agenti di riposo e altri sarebbero stati inviati da diverse carceri della regione”. Sono le parole con cui Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, ha diffuso la notizia. In realtà, si è saputo dopo, la vittima del sequestro è stato un infermiere e non una infermiera.

La rivolta cominciata alle 20 - La rivolta sarebbe cominciata intorno alle 20, circa settanta detenuti della seconda sezione dell’istituto, al primo piano dove sono reclusi i detenuti per reati comuni, hanno iniziato a protestare, danneggiando suppellettili e dando fuoco a lenzuola e coperte. Nel corso della rivolta è stato sequestrato un infermiere del reparto e aggredito violentemente un agente penitenziario che ha riportato ferite al volto. L’agente è stato portato in ospedale.

La protesta dei sindacati - “A Bari - dice De Fazio della Uilpa - a fronte di 252 posti disponibili, sono presenti ben 390 detenuti, gestiti da 220 poliziotti penitenziari quando ne servirebbero almeno 449. Ormai il Re è nudo, è chiaro a tutti che il decreto carceri e la sua conversione in legge non sono serviti e non serviranno a nulla. La premier, Giorgia Meloni, sospenda le ferie e convochi una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri”. Anche l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) conferma la ricostruzione della rivolta che coinvolgerebbe l’intera sezione, circa 70 detenuti. “Si ha il motivato timore - dice il segretario generale Leo Beneduci - che la situazione del carcere di Bari in cui sono detenuti anche appartenenti alle famiglie criminali del territorio possa degenerare”. Protesta anche il Sappe: “La seconda sezione del carcere è la stessa dove qualche giorno fa un detenuto magrebino aveva tentato la fuga. Ora basta, bisogna far cessare la violenza in carcere applicando le leggi che ci sono. I detenuti che compiono questi atti non devono rimanete impuniti ma portati immediatamente davanti al giudice”.

L’intervento della Procura - Sono in corso accertamenti da parte della Procura di Bari sulla protesta che si è svolta nel carcere. Secondo alcune fonti si è trattato di “un atto di dissenso nei confronti della polizia penitenziaria”. Secondo tali fonti l’accesa contestazione ha coinvolto l’infermiere - che sarebbe stato trattenuto dai reclusi per alcuni minuti - mentre l’agente di polizia penitenziaria ha riportato ferite lievi mentre tentava di riportare la calma. All’esterno del carcere sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri che hanno monitorato la situazione. All’interno anche la direttrice della casa circondariale, Valeria Pirè.