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di Emanuele Lentini

brindisireport.it, 4 febbraio 2026

Alberto Villani era recluso nel carcere di Bari, mentre le udienze si svolgevano davanti alla corte d’assise di Brindisi. I famigliari hanno espresso l’intenzione di donare gli organi. La vicenda di cronaca risale al settembre 2023: la donna era stata picchiata e carbonizzata. È stato dichiarato morto nella mattinata di oggi, martedì 3 febbraio 2026, Alberto Villani. Originario di San Michele Salentino, aveva 50 anni ed era a processo con l’accusa di aver ucciso sua madre, la 71enne Cosima D’Amato. Villani era recluso nel carcere di Bari, risale a domenica il gesto estremo. Trasportato in condizioni disperate presso il Policlinico, i medici ne avevano certificato la morte cerebrale. I famigliari hanno espresso l’intenzione di donare gli organi di Villani. Aveva una ex compagna e tre figli, tutti maggiorenni. 

La prossima udienza del processo a suo carico, davanti alla corte d’assise del tribunale di Brindisi (presidente: Maurizio Saso), era stata fissata per martedì prossimo, 10 febbraio. Era previsto l’ascolto dello psichiatra Elio Serra, dopo che il legale dell’imputato - l’avvocato Alessandro Stomeo - aveva fatto richiesta di perizia psichiatrica, accolta dalla corte. Il dottor Serra aveva avuto diversi colloqui con Villani, per comprendere se fosse stato capace di intendere e di volere al momento dei fatti. E in caso di risposta negativa, se fosse socialmente pericoloso.

L’omicidio di Cosima D’Amato risale al 19 settembre 2023, avvenne in una villetta delle campagne di San Michele Salentino, in contrada Augelluzzi. La donna era stata picchiata, il corpo venne rinvenuto carbonizzato: un incendio aveva devastato la villetta, quel tragico giorno. Recluso in carcere poco dopo l’accaduto, Villani recentemente aveva accusato un malore prima di un’udienza a Brindisi, spiegando di aver ingerito una sostanza tossica. Provato nel fisico e con problemi di salute, domenica ha posto tragicamente fine alla sua vita.