Corriere del Mezzogiorno, 12 dicembre 2019
Sarà attivo dal lunedì al venerdì e consentirà di recapitare la corrispondenza che sarà scansionata e inviata grazie a CollegaMail, un progetto sperimentale che per il momento avrà durata di 6 mesi e che per la prima volta viene attivato in un istituto penitenziario del Sud.
Sarà attivo dal lunedì al venerdì e consentirà di recapitare la corrispondenza da e verso il carcere entro 24 ore il nuovo servizio mail per i detenuti baresi. Le loro lettere, scritte a mano, indirizzate a familiari, avvocati difensori e medici, saranno scansionate e inviate grazie a CollegaMail, un progetto sperimentale che per il momento avrà durata di 6 mesi e che per la prima volta viene attivato in un istituto penitenziario del Sud. Il progetto sarà realizzato dalla società corporativa Radici Future Produzioni grazie ad una convenzione con il Prap (Provveditorato regionale Amministrazione penitenziaria) e il patrocinio del Garante pugliese per i detenuti.
"L'obiettivo - ha spiegato Leonardo Palmisano, presidente della cooperativa - è accorciare le distanze tra il detenuto e reti sociali e tutelare un diritto garantito dalla Costituzione che è quello della comunicazione in entrata e in uscita". Il provveditore Giuseppe Martone spiega che il servizio sarà esteso a "tutti i detenuti in media sicurezza, che sono la stragrande maggioranza (52mila su 60mila in Italia)", i quali potranno "sottoscrivere un abbonamento e usare la posta elettronica per interloquire con società esterna, difensori, medici, e mantenere vivi i contatti con la famiglia. Siamo nel mondo della comunicazione in cui non esistono più confini, siamo connessi col mondo, perché non offrire questa possibilità anche alle persone private della libertà personale, con i debiti accorgimenti per garantire la sicurezza?".
Alla presentazione del progetto ha partecipato il presidente della Camera penale di Bari, Guglielmo Starace, che lo ha definito "molto importante, perché noi difensori ci rendiamo conto della difficoltà di comunicazione. Ogni lettera arrivava dopo tanti giorni, se arrivava. Grazie a questo servizio la comunicazione sarà immediata". La corrispondenza non è solo con i difensori. La direttrice del carcere di Bari, Valeria Pirè, ha ricordato che la maggior parte della corrispondenza è costituita da "lettere d'amore, così come i libri più richiesti sono le poesie d'amore. Con la distanza, i detenuti si aggrappano alla intensità dei rapporti per come li ricordano, per come li vivono in maniera mediata. All'interno dell'isolamento nella struttura carceraria la corrispondenza non può che essere di conforto".










