di Nico Andrisani
baritoday.it, 24 agosto 2024
L’aspetto più negativo è rappresentato, invece, dalla situazione legata alla sanità: “Bisogna intervenire immediatamente. Mancano 10 infermieri”. Il carcere di Bari soffre di un “tasso di sovraffollamento significativo” e di una gestione “inefficiente della sanità”, ma ben presto potrebbe beneficiare di 50 nuovi agenti attraverso un piano nazionale di rafforzamento della Polizia Penitenziaria: sono i punti salienti emersi dalla visita di questa mattina, nella casa circondariale cittadina, del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Un appuntamento nell’ambito di una serie di verifiche, nei mesi estivi, alle carceri del Paese promosse da Forza Italia. Un appuntamento giunto a pochi giorni da alcuni disordini, avvenuti il 17 agosto, con un infermiere preso in ostaggio e un poliziotto aggredito. Per la vicenda sono indagati tre detenuti.
Sisto ha incontrato una rappresentanza dei carcerati, della Dirigenza, del personale di assistenza psicologica e della Polizia Penitenziaria, per un quadro completo della situazione: “All’interno della casa circondariale - ha detto il viceministro, vi sono 391 detenuti su una capienza di 265, per un tasso di affollamento elevato. Un aspetto positivo della situazione attuale nel carcere di Bari è rappresentato dal grande rispetto tra detenuti e polizia penitenziaria. Un grande feeling qualitativo, nella reciproca comprensione che ognuno faccia il suo. Il detenuto sa rispettare l’agente che a sua volta per lui è un punto di riferimento, come anche per la dirigenza e gli operatori. È un dato che rincuora”.
L’aspetto più negativo è rappresentato, invece, dalla situazione legata alla sanità: “Bisogna intervenire immediatamente. Non è possibile che qualcuno debba aspettare 4 mesi per una visita - ha dichiarato Sisto -. Mancano 10 infermieri. I medici sono 13 su 14. Gli oss richiesti non vengono forniti. La Sanità lascia molto a desiderare”. C’è però anche il tema dell’igiene: “Con la direttrice abbiamo proposto un intervento deciso. Il carcere è carcere, bisogna essere puniti per quello che è stato fatto, ma la dignità umana va rispettata. Il grido dei detenuti sull’igiene credo debba essere raccolto”.
Un altro elemento migliorabile è rappresentato dal trattamento per i detenuti: “Il carcere di Bari - rimarca il viceministro - ha spazi angusti dove si possono fare solo un’attività per volta. Il piano della direzione, per migliorare gli spazi, deve però fare i conti con la difficoltà di realizzazione e la scarsa fiducia dei detenuti. Il carcere è un ingranaggio in cui ogni rotella ne muove un’altra. Se il detenuto ha la fiducia che qualcuno risponda alle sue richieste, questo contribuisce a una maggiore sicurezza a evitare le fibrillazioni”. In arrivo, dunque, vi sarebbero 50 nuovi agenti su un piano nazionale di rafforzamento che prevede l’immissione di 1850 nuovi poliziotti penitenziari.
Previsto anche un incremento delle Rems (le residenze delle misure di sicurezza) da 700 posti a livello nazionale: “A Bari al momento ne abbiamo due in attesa di Rems. Un terzo è stato trasferito” dopo i disordini del 17 agosto scorso. Quest’ultimo episodio, ha detto Sisto, merita il “massimo plauso per la direzione e il personale nella gestione del caso”.
Il futuro del carcere di Bari, però, è ancora da scrivere. Scartata l’ipotesi, al momento, di una nuova casa circondariale, si lavorerà per ricavare altri spazi: “Analizzeremo la planimetria dell’istituto - ha detto Sisto. Magari si potrebbe utilizzare l’area dell’archivio o quella femminile”, al momento non utilizzata, “per la quale c’è un finanziamento da 4 milioni che consentirebbe di recuperare 29 posti. Nelle aree trattamentali, però, i detenuti hanno bisogno di spazi per attività, teatro e corsi”, assistiti anche dai 5 educatori in servizio nel carcere barese.









