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di Fabio Postiglione


Corriere del Mezzogiorno, 15 luglio 2020

 

Bari supera Milano e Roma per risarcimenti da ingiusta detenzione e dal quarto posto del 2018 balza al secondo dopo Reggio Calabria. Ecco i dati della relazione del ministero della Giustizia: l'anno scorso ci sono stati 67 innocenti arrestati. Per la Corte d'appello di Bari sono stati versati 2,5 milioni di indennizzi, 2 milioni a Lecce. In Puglia negli ultimi otto anni pagati 20 milioni.

Milano e Roma superate da Bari che è seconda dopo Reggio Calabria. Con 67 casi di ingiusta detenzione nel 2019, il Distretto di Corte d'Appello è balzato dal quarto al secondo posto per i casi di risarcimento dei danni dopo sentenze di assoluzione e proscioglimento per donne e uomini che sono stati reclusi in attesa di essere scagionati. È questo il quadro emerso dalla relazione che ogni anno l'ispettorato generale del ministero della Giustizia invia al Senato della Repubblica sia sull'andamento delle misure cautelari emesse, sia sui dati relativi alle detenzioni scontate ingiustamente che gravano sul bilancio dello Stato, perché dopo le richieste di risarcimento arriva un assegno direttamente staccato dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Lo scorso anno Bari era al quarto posto dopo Reggio, Milano e Napoli mentre adesso stacca il capoluogo lombardo con 3 casi in più.

Il risarcimento del danno per ingiusta detenzione garantisce all'imputato il diritto ad ottenere un'equa riparazione per la detenzione subita ingiustamente prima dello svolgimento del processo e, quindi, prima della sentenza. Sono diverse le valutazioni che incidono sulle decisioni della corte d'appello. L'ingiusta detenzione può causare infatti non soltanto danni di immagine, ma anche professionali. Di tutti questi parametri si tiene ovviamente conto nel calcolo della somma erogata. Dei 67 casi di ingiusta detenzione 44 sono stati decretati con sentenze emesse dal gup o dal tribunale (in primo grado), 15 in Corte d'appello e 8 per elementi genetici, ovvero per errori veri e propri nell'emissione della misura cautelare. Ma quanto costano allo Stato questi risarcimenti? Tantissimo.

A Bari sono state emesse l'anno scorso 78 ordinanze di risarcimento per 2,5 milioni di euro. A Lecce 37 ordinanze per un risarcimento che sfiora i 2 milioni. In tutta la Puglia lo Stato paga 4,5 milioni di euro all'anno per detenzioni illegittime. Per l'anno 2019 l'esborso complessivo, quindi per tutti i tribunali d'Italia è stato pari a 43milioni euro, 10 milioni in più rispetto al 2018. È un dato riferito a mille ordinanze (895 nell'anno 2018), con un importo medio di 43mila euro per provvedimento (a Bari è di 32mila euro). Gli esborsi di maggior entità riguardano provvedimenti dell'area meridionale e i pagamenti più consistenti sono stati emessi in relazione a provvedimenti della Corte d'appello di Reggio Calabria con quasi 10 milioni di euro di risarcimento.

Oltre settecento sono i casi di ingiusta detenzione negli ultimi otto anni in Puglia. Per una spesa in indennizzi e risarcimenti che supera i 20 milioni di euro. Nel capoluogo salentino, negli ultimi otto anni il totale di persone a cui è stata applicata ingiustamente una custodia cautelare (in carcere o agli arresti domiciliari) sono state in tutto 410. Il numero più alto di casi di ingiusta detenzione si è fatto registrare nel 2012 (97), quello più basso l'anno successivo (37), quando però sono stati risarciti anche 2 errori giudiziari. Quanto a Bari tra il 2012 e il 2019 si sono verificati 510 casi di ingiusta detenzione. L'anno nero è stato il 2015 (con 105 casi), quello più virtuoso è stato invece il 2012 (soltanto 29 indennizzi). Lo scorso anno le sentenze di riparazione per ingiusta detenzione si sono fermate a 73. Passiamo a Taranto. Qui la Sezione distaccata della Corte d'appello ha fatto segnare numeri molto più modesti: il massimo si è raggiunto nel 2015, con 9 casi, e nel 2013 (7 casi). Lo scorso anno le ingiuste detenzioni sono state, per fortuna, soltanto quattro.