di Cinzia Semeraro
Corriere del Mezzogiorno, 29 giugno 2022
“Lo avevano messo nell’ex sezione femminile, la discarica per detenuti psichiatrici”. Era stato portato in carcere nella serata di ieri 27 giugno, il detenuto trentenne della provincia di Bari condannato per omicidio con fine pena 2042, con problemi psichiatrici che questa mattina si è impiccato alla finestra della propria stanza dopo aver annodate le lenzuola alle inferriate. Lo stesso era stato allocato nell’inferno del carcere di Bari che è diventata la sezione ex femminile chiusa per inagibilità, ma riaperta per l’emergenza Covid e poi diventata la discarica dei detenuti psichiatrici.
Lo rende noto il segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), Federico Pilagatti. L’uomo, che aveva problemi psichiatrici, avrebbe finito di scontare la pena tra 20 anni. “Ormai - si legge in una nota - si inizia a perdere il conto dei detenuti suicidatisi nei penitenziari della regione Puglia, senza che ciò scuota la coscienza di alcuno”.
Secondo Pilagatti, il detenuto era stato “allocato nell’inferno del carcere di Bari che è diventata la sezione ex femminile chiusa per inagibilità, ma riaperta per l’emergenza Covid e poi diventata la discarica dei detenuti psichiatrici”. Il Sappe “diffida l’amministrazione penitenziaria nel praticare il solito gioco di scarico di responsabilità per poi incolpare i poveri poliziotti costretti a lavorare in quel reparto in una situazione di emergenza sia per quando riguarda le condizioni igienico sanitarie, sia - conclude la nota - per la tipologia di detenuti abbandonati da tutti al loro destino, da soli”.










