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di Angela Balenzano


Corriere del Mezzogiorno, 14 novembre 2021

 

"C'è una novità di rilievo: l'Agenzia del Demanio, per poter mantenere il 2024 come data di completamento del primo lotto del Parco della Giustizia, ha chiesto di realizzare il concorso di idee e non l'appalto integrato". Lo ha detto ieri a Bari il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto.

"Un concorso di idee e non l'appalto integrato". È la novità comunicata ieri da Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia, con delega all'edilizia giudiziaria, nell'ambito del progetto sul Parco della Giustizia di Bari, che sarà realizzato nelle ex casermette Milano e Capozzi, in via Alberotanza al quartiere Carrassi. "L'Agenzia del Demanio - ha spiegato Sisto uscendo dal carcere di Bari al termine di una visita che interesserà vari istituti di pena italiani (Bari è stata la prima tappa) per studiare le problematiche e cercare soluzione finalizzate alla rieducazione dei detenuti - ha chiesto di poter mantenere il 2024 come data di completamento del primo lotto del Parco della Giustizia e di poter realizzare il concorso di idee.

Il ministero ovviamente ha acconsentito a questa richiesta- ha aggiunto ben venga se serve a dare alla nostra città il primo lotto entro il 2024, con l'assunzione di responsabilità del Demanio di mantenere i tempi. Abbiamo scritto una norma che ci consentiva direttamente l'appalto integrato - ha proseguito Sisto - ma il Demanio con le sue strutture ritiene che invece la strada debba essere diversa per garantire i tempi. Il ministero ne ha preso atto e ha rimesso l'intera responsabilità di questa scelta all'Agenzia del Demanio. Noi ovviamente saremo collaborativi con quelli che saranno gli ulteriori sviluppi di questa situazione, ma le scelte operative fanno eco ad un cronoprogramma che è di stretta competenza del Demanio".

L'accellerata del Governo per la realizzazione del Parco della Giustizia è arrivata a settembre scorso con l'approvazione del decreto legge che ha inserito il polo unico di Bari, un progetto da 90 milioni di euro, nel decreto legge sulle disposizioni urgenti in materia di investimenti, infrastrutture e trasporti. Un progetto atteso da anni dagli operatori della giustizia baresi costretti a muoversi da un capo all'altro della città (compresi anche Modugno e Bitonto) per raggiungere gli uffici della giustizia.

È partito dunque dalla Puglia il giro del sottosegretario Sisto nelle carceri d'Italia. "Non sono visite di cortesia ha detto - ma servono a capire la situazione dell'edilizia carceraria, quella del personale che lavora all'interno delle carceri, della polizia penitenziaria e non e il trattamento dei detenuti, ai quali deve essere garantito un percorso di rieducazione. Il carcere, nel processo penale della ministra Cartabia, non è l'unica alternativa alla libertà e questo la dice lunga sul ritorno della parola rieducazione".

Sull'emergenza sovraffollamento che affligge tutti gli istituti penitenziari della Puglia, nel carcere di Bari, Sisto ha rilevato un sovraffollamento "ridotto" con 401 presenze a fronte di una capienza di 288. Ha sottolineato ancora la "grande umanità e la sintonia tra la polizia penitenziaria e i dirigenti. Si fa quello che si può in una struttura che risale al 1922 - ha detto ancora - sono stato con i detenuti quando erano all'aria aperta, ho giocato con loro al calciobalilla perché ho ritenuto che nel gioco si potesse cogliere il vero umore e ho intercettato il senso di umanità.

Quello che non va invece è la sanità - ha concluso - ci sono sei medici su 14, macchinari obsoleti, un centro clinico che dovrebbe essere aperto a San Paolo di cui non si sa assolutamente nulla e non c'è un servizio di assistenza psicologica per la polizia penitenziaria. "Alla Regione ho formulato queste lamentele - conclude - e mi è stato assicurato che interverranno. Bisogna evitare che la carenza di risorse diventi carenza di funzionamento delle istituzioni".