di Angela Balenzano
Corriere del Mezzogiorno, 31 luglio 2019
Governo e Comune di Bari siglano l'accordo: gli uffici concentrati nelle ex casermette. È stato sottoscritto a Roma, nella sede del Ministero della Giustizia, il protocollo d'intesa finalizzato alla realizzazione del Polo della giustizia di Bari nell'area delle ex caserme dismesse Capozzi e Milano. Il Ministero ha confermato la disponibilità di 94,7 milioni di euro. Alla firma erano presenti i ministri Alfonso Bonafede e Danilo Toninelli. "Mi auguro questa firma rappresenti un vincolo sul futuro" ha detto il sindaco Decaro.
Dopo mesi di dubbi, interrogativi e molte polemiche è stata finalmente firmata l'intesa (era attesa già lo scorso maggio) per la realizzazione del Polo unico per la giustizia a Bari nell'area delle ex casermette Capozzi e Milano, al quartiere Carrassi. Negli uffici del ministero della Giustizia a Roma, ieri pomeriggio, è stata chiusa una vicenda che si è trascinata per 14 mesi. Il Ministero ha confermato la disponibilità di 94,7 milioni di euro per la realizzazione del Polo.
Alla firma erano presenti i ministri Alfonso Bonafede e Danilo Toninelli. Il documento è stato sottoscritto dal mistero della Giustizia, agenzia del Demanio, Città metropolitana e Comune di Bari, provveditorato interregionale delle Opere pubbliche, Corte di appello e Procura generale di Bari. "Un anno fa a Bari la giustizia si celebrava nelle tende, dopo un anno e dopo aver sistemato gli uffici in una soluzione ponte, c'è la prospettiva di una cittadella giudiziaria - ha detto il ministro Bonafede - una soluzione che serve anche a recuperare immobili inutilizzati appartenenti allo Stato, creando così sinergie fra istituzioni, risparmio sui costi e sostenibilità".
Attualmente gli uffici della procura e il Tribunale penale sono ospitati nell'ex torre Telecom, in via Dioguardi a Poggiofranco. Una "soluzione ponte" con un contratto di sei anni (rinnovabile per altri 6 in attesa del Polo unico) dopo lo sgombero del Palagiustizia di via Nazariantz per rischio crollo. La giustizia a Bari viene esercitata in otto sedi: il palazzo di giustizia in piazza De Nicola che ospita il tribunale civile e la Corte di appello e che presto sarà interessato a lavori di ristrutturazione; gli uffici di via Brigata Bari, sede della polizia giudiziaria; il Tribunale per minorenni al rione Libertà che si trova in un condominio con spazi ridotti e privacy inesistente; il giudice di pace al quartiere San Paolo dove le udienze vengono svolte in aule minuscole e poca luce; l'aula bunker di Bitonto utilizzata per celebrare i più importanti processi di mafia; l'ex sezione distaccata del tribunale di Modugno dove gli spazi sono più grandi e in generale la situazione è più accettabile; poi c'è il carcere dove avvengono le convalide dei fermi e infine la sede provvisoria di via Dioguardi. È l'attuale situazione dell'edilizia giudiziaria di Bari con inevitabili disagi per gli operatori della giustizia costretti ogni giorno a spostarsi da un palazzo all'altro.
"Questa firma rappresenta per la città un passo in avanti - spiega il sindaco Decaro - perché ci permette di avviare un percorso istituzionale che dovrà avere tempi certi e risorse definite. Per questo, come abbiamo fatto fino ad oggi, offriamo sin da subito la nostra disponibilità a collaborare per portare avanti tutte le operazioni propedeutiche alle attività necessarie alla realizzazione del futuro Polo della giustizia di Bari. Mi auguro questa firma rappresenti un vincolo sul futuro; chiunque nei prossimi anni sarà sindaco o ministro o siederà ai vertici della giustizia cittadina non potrà tornare indietro e annullare gli sforzi, il lavoro e i sacrifici fatti fino ad oggi per giungere a questo obiettivo. Il Polo della giustizia barese oggi deve essere una certezza - aggiunge ancora Decaro - lo dobbiamo alla città, ai tanti operatori della giustizia e ai cittadini che hanno bisogno di avere un punto di riferimento certo, nella sostanza come nella forma. Perché se è vero, come diceva un grande studioso francese, che la giustizia non può esistere al di là dei suoi simboli, come il diritto non può fare a meno delle sue forme, l'istituzione giudiziaria deve avere una sede di lavoro che rappresenti un simbolo forte di solidità e legalità".










