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www.notizie.tiscali.it, 23 gennaio 2015

 

È partito solo da qualche settimana, ma Carcere Lab, il Laboratorio della Buona Notizia in carcere, ha già dato voce e speranza a chi, da tempo, è recluso e troppo spesso non ha voce. Si tratta di uno spazio web, nato all'interno del sito www.buonanotizialab.it, dedicato a pensieri e parole dei detenuti della Casa Circondariale di Bari.

Il "Laboratorio della buona notizia" - scrivono gli alunni della scuola carceraria - è per noi un'occasione di confronto dentro (e intendiamo dentro le mura, tra noi, così come dentro ciascuno di noi, in profondità) e fuori, per far arrivare la nostra voce dove non immaginiamo neanche. Questo Laboratorio è un tentativo di raccontare "la buona notizia" e non solo la sofferenza, il disagio, il dolore. Vogliamo esprimerci ma senza piangerci addosso, raccontare le nostre vite senza clamore, raccontare le nostre esperienze con semplicità, andando dritti al centro della notizia, perché il centro è sempre e solo la persona. Chi non ha mai messo piede qui dentro non può immaginare quello che significa. Per chi non ci ha mai incontrati siamo 'solo' detenuti, un'etichetta, un marchio difficile da cancellare".

"Ma noi, come gli altri, siamo prima di tutto persone. E, come gli altri, abbiamo i nostri pensieri, i nostri sentimenti. E anche qui c'è del buono". Carcere Lab, attivato nel capoluogo pugliese in via sperimentale per sei mesi, sarà poi diffuso tra i carcerati di tutti gli Istituti penitenziari della Puglia. Il progetto pilota fa parte della rete di laboratori della buona notizia che coinvolge scuole, oratori, associazioni, comunità, parrocchie. Promosso dall'Ucsi Puglia, associazione dei giornalisti cattolici presieduta da Enzo Quarto, è condiviso dall'Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà.

"Il punto di forza del nostro progetto è nella stessa parola laboratorio - spiegano dall'Ucsi. Un luogo che intende educare alla buona notizia, aperto al contributo di idee e azione di tutti, un tentativo di liberare chi osa raccontare il primato della persona sulla massa, del piccolo numero sui grandi numeri, dell'essere sull'avere dai ghetti delle rubriche buoniste, dagli spazi marginali riservati alle vicende edificanti, dalla quotidianità di un'informazione troppo urlata e omologante".