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di Chiara Spagnolo

La Repubblica, 13 luglio 2023

Tre anni e sei mesi di reclusione per un sovrintendente della polizia penitenziaria, un anno e due mesi per un medico dell’infermeria del carcere e assoluzione per un altro agente di polizia penitenziaria. Lo ha disposto il gup del Tribunale di Bari, Rossana de Cristofaro, al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato. I tre erano stati rinviati a giudizio con altre 12 persone, fra agenti e medici della casa circondariale del capoluogo pugliese, per le presunte torture avvenute il 27 aprile 2022 a danno di un detenuto con patologie psichiatriche.

Secondo l’accusa, sei agenti della polizia penitenziaria avrebbero torturato il detenuto allora 41enne dopo che questi aveva dato fuoco a un materasso nella sua cella. Le violenze sarebbero iniziate lungo il percorso dalla cella all’infermeria, con il personale che sarebbe intervenuto “con violenze gravi e agendo con crudeltà” prima scaraventando il l’uomo sul pavimento, poi colpendolo con calci e schiaffi sulla schiena, sul torace, sui fianchi e sul volto, “sottoponendolo per circa quattro minuti a un trattamento inumano e degradante”. Uno degli agenti, per tenere fermo il detenuto, lo avrebbe bloccato mettendosi di peso sui suoi piedi.