di Mara Chiarelli
L’Edicola del Sud, 31 agosto 2024
Tre ore. Per guardare, ascoltare, condividere spazi, quegli spazi all’interno della casa circondariale di Bari, sovraffollata e sottostimata dalle stanze romane in termini di “sicurezza”. Lo hanno accertato anche penalisti e parlamentari baresi che ieri hanno fatto visita al carcere, a distanza di 12 giorni dagli ultimi disordini e 6 giorni dopo la visita del viceministro Francesco Paolo Sisto. “La situazione è decisamente seria - si lascia andare la presidente della Camera penale di Bari, Marisa Savino - ci sono 399 persone ristrette più 2 ricoverate sulle 260 previste, in una struttura dove la maggior parte delle zone è gravata da umidità, dove non c’è la possibilità di soddisfare tutte le esigenze trattamentali perché ci sono appena 4 operatori, quindi i percorsi sono limitatissimi”.
I progetti e gli spazi - “I progetti esistono - chiarisce l’avvocata Savino - ma non ci sono fondi, che sono stati destinati per la ristrutturazione dell’area femminile e non sono ancora arrivati”. La questione degli spazi: “Abbiamo visto celle molto piccole con un maggior numero di letti rispetto a quello originario”, commenta la presidente, che è stata accompagnata dalla direttrice del carcere, Valeria Pirè e da altri operatori.
La carenza di agenti - In termini inversamente proporzionali al sovraffollamento, il numero risicato di agenti della polizia penitenziaria. “Questa è l’altra situazione drammatica - riprende Savino - Quella degli agenti che hanno turni di lavoro superiori alle 6 ore che dovrebbero fare. Parliamo di turni di 8 ore, a volte due turni consecutivi e a volte anche senza il riposo del giorno successivo - denuncia - Forse anche in virtù del fatto che si tratta di una casa circondariale, non di reclusione, con un movimento di ingresso e uscita di detenuti molto elevato”.
Il centro clinico - Per quanto riguarda la situazione del centro clinico “abbiamo delle distonie - spiega ancora - perché i detenuti sostengono di avere il minimo delle tutele, invece la direzione sanitaria rappresenta che vengono evase tutte le domande. Prendiamo atto di questa situazione, approfondiremo come sempre abbiamo fatto”.
I parlamentari - “Drammatica, non si può descrivere altrimenti”. È la reazione di Marco Lacarra, deputato barese del Pd, che ha visitato il carcere assieme alla Camera penale e i colleghi Ignazio Zullo (FdI) e Davide Bellomo (Lega). “La struttura è in condizioni di pietosa fatiscenza ed è assolutamente inadeguata per i fini della detenzione - afferma - Le conseguenze del sovraffollamento estremo sono terribili e vanno ben oltre i limiti della dignità umana. Intervenire immediatamente non è più soltanto un’opzione ma un dovere civico e morale. I diritti più basilari non sono garantiti e la sicurezza di tutti, detenuti e personale, è messa quotidianamente a rischio. Il Ministro Nordio faccia qualcosa di concreto prima che questa situazione di degrado esploda definitivamente”.











